lunedì, 9 Febbraio, 2026

Sigep 2026, i talenti calabresi raccontano il futuro della pizza tra farine, impasti e territorio

I giovani pizzaioli e pasticceri di Molino Bruno alla kermesse riminese. Un team capace di rappresentare e raccontare le proprie radici, ma anche di delineare le nuove tendenze

«Fare grande la Calabria partendo dai suoi talenti». Potrebbe essere questo lo slogan del Sigep 2026 per Molino Bruno, storico molino calabrese presente dal 16 al 20 gennaio in Fiera di Rimini.

Il Molino della famiglia Bruno, arrivata alla sua quinta generazione, ha voluto portare, infatti, sotto i riflettori del Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè la sua visione chiara di valorizzazione e di identità territoriale attraverso una squadra di pizzaioli e pasticcieri ambassador esclusivamente locali, espressione di una nuova generazione di professionisti che hanno scelto di restare, crescere e raccontare la Calabria attraverso impasti, farine e lievitazioni consapevoli.

Una presenza importante questa, fortemente voluta dal molino di Montalto Uffugo, in procincia di Cosenza, a quest’ultima edizionecome lo stesso Quintino Bruno, export manager dell’azienda, racconta: «Questa è la nostra seconda edizione e il Sigep si conferma strategico per il posizionamento e una garanzia per il nostro settore, ci crediamo fortemente e crediamo che eventi fieristici di questo genere vadano vissuti per far conoscere il nostro territorio, i nostri professionisti e la qualità con cui le aziende calabresi lavorano. Sicuramente siamo ancora piccoli rispetto a tanti altri marchi nazionali, ma nel nostro essere piccoli ci impegniamo per lavorare sempre con il massimo degli standard qualitativi e offrire prodotti altamente performanti. Così facendo ci stiamo facendo notare».

Bruno è orgoglioso del lavoro svolto. «Abbiamo voluto creare un team – continua – capace di rappresentare e raccontare le proprie radici, ma anche di disegnare il futuro della panificazione, pasticceria e del mondo pizza nella loro regione d’appartenenza. È proprio questo il lavoro che stanno facendo maestri artigiani come Lorenzo Fortuna e Paolo Caridi, Francesco Viceconte e Teresa Ventimiglia. E la nostra mission oggi, forti di una produzione di alta qualità, è quella di investire sui talenti regionali, professionisti di alto livello, costruendo il futuro dell’arte bianca calabrese». Il Molino, che da un lato rappresenta oltre un secolo di impresa e di lavoro, dall’altro segue infatti un percorso di trasformazione e di innovazione continua che lo ha portato a diventare uno dei maggiori produttori di farine e prodotti per panificazione, pizza e pasticceria della Calabria.

La squadra di Molino Bruno al Sigep

Sono 5 i giovani talenti della scuderia di Molino Bruno, che si sono alternati nelle cinque giornate di Sigep, coordinati dai maestri Lorenzo Fortuna e Paolo Caridi, mentori e tecnici esperti lievitisti: Francesco Viceconte, titolare di Impasto Pizzeria Contemporanea a San Lorenzo del Vallo; Sabrina Bianco,  pizza executive di Gulìo pizza and more a Fuscaldo; Angelo Astorino, titolare di  Pizzeria Astorino a Rosarno; Frankie Gallucci, pizzaiolo e consulente a Praga con due pizzerie di successo; Teresa Ventimiglia, titolare del bar pasticceria Ventimiglia a Rende. Con loro anche la giovane pastrychef Alessia Orrei, beneventana, Giovanni MentoDemetrio Longo, studioso di impasti e lievito madre. Questi giovani professionisti dell’arte bianca si sono fatti conoscere al grande pubblico e soprattutto hanno fatto conoscere i loro prodotti, lievitati di ogni tipo, attraverso dimostrazioni e cooking show che hanno abbracciato dalla pizza alla pasticceria e alla panificazione.

Pane, pizza e lievitati delle feste nel programma Sigep

Dalla pizza al pane passando per frolle e panettoni, questo il variegato programma con cui Molino Bruno ha animato le cinque giornate di Sigep, tutte contraddistinte da una grande affluenza e tanta curiosità verso i prodotti e le materie prime. Un programma pensato per raccontare l’affascinante mondo dell’arte bianca senza compartimenti stagni, ma abbracciando tipologie e stili diversi così da testare in diretta come le farine delle diverse linee firmate Molino Bruno si sanno declinare alla perfezione.

Da una teglia fragrante a una pala leggera, passando per il padellino e le diverse anime della pizza tonda – quella classica che sa di tradizione, la contemporanea più ariosa e la versione bassa e scrocchiarella – e accanto alla pizzeria, spazio anche alla pasticceria, con incursioni nella frolla fatta a regola d’arte, nel babà che profuma di festa, nei grandi lievitati che richiedono tempo e rispetto, fino ad arrivare al pane del pasticcere, dove tecnica e sensibilità dolce si incontrano. Un percorso fluido, mai ripetitivo, che giorno dopo giorno cambia passo e argomento, tenendo insieme gusto, tecnica e racconto. Tra gli esempi il pane classico con farina tipo 1 e semola, farcito con ricotta mantecata al prezzemolo e cipolla di Tropea caramellata; il pane multicereale con emulsione di olio, pecorino, miele, polline e fili di peperoncino disidratato o ancora la pizza dolce in teglia ispirata al lievitato natalizio di Lorenzo Fortuna; il maritozzo calabrese o il panettone con bergamotto del maestro Caridi.

Si dice soddisfatto il maestro Lorenzo Fortuna, che ha coordinato il team: «Dal mio punto di vista abbiamo ottenuto un risultato particolarmente significativo con i nostri lievitati, in particolar modo grande attenzione sul versante della panificazione e l’utilizzo delle diverse farine unite agli ingredienti calabresi con cui abbiamo creato dei pani gastronomici, come il pane “conzato”, in stile casatiello, con soppressata, caciocavallo e pancetta di suino nero».

Un gesto di grande valore umano e sociale

Molino Bruno ha scelto di donare alla mensa dei poveri tutte le preparazioni e le materie prime avanzate allo stand nell’arco delle giornate di attività, trasformando ciò che sarebbe potuto andare sprecato in un atto concreto di solidarietà e attenzione verso la comunità. Un segnale forte, che dà ancora più senso al lavoro fatto e racconta un’idea di cucina responsabile e solidale.

Con questa presenza a Rimini, Molino Bruno rinnova il suo impegno, portando fuori dai confini regionali una storia fatta di grano, passione e futuro: «Crediamo che il futuro della Calabria passi anche dai suoi giovani artigiani – pizzaioli e pasticcieri capaci di innovare senza perdere le radici – e vogliamo essere al loro fianco, dando strumenti, visibilità e fiducia», è la filosofia che guida il progetto di questi ambasciatori del Molino.

Molino Bruno, ieri e oggi

La storia inizia nel 1902 nel comune di Rose, in provincia di Cosenza, con pochi quintali di farina prodotta e una molitura a pietra, da allora l’azienda ha attraversato tutte le trasformazioni dell’industria italiana per giungere alle più moderne tecnologie digitali e di automazione per l’abbattimento di ogni rischio per la salute e l’ambiente, diventando anche uno dei molini fornitori di fiducia per Ferreto.  Nel 2002 in risposta alle richieste di mercato costruisce un nuovo impianto di ultima generazione che produce oggi 250 tonnellate di farina in 24 ore. Oggi, per continuare a soddisfare una clientela dal profilo sempre più alto e più esigente, immette sul mercato una serie di nuovi prodotti specifici per i vari settori, sia per il mercato professionale sia per quello consumer.

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