Lo chef Ignazio Interrante ci propone oggi la pasta al nero di seppia rivisitata in stile “Total black”. Un primo piatto dal profumo di mare e dal gusto intenso, con un forte impatto cromatico dato dall’inchiostro delle seppioline.
Le seppie sono un ingrediente molto versatile, che si presta a diverse cotture. L’inchiostro che contengono, inoltre, ha molte qualità benefiche per l’organismo. È un antiossidante, un antimicrobico e riduce la pressione sagnuigna. Durante la pulizia delle seppie vi consigliamo di indossare dei guanti e di fare particolare attenzione a non rompere il sacchetto d’inchiostro.
Lo chef Interrante spiega che in questa ricetta rivisitata ha aggiunto i tenerumi bio saltati con i suoi fili fritti, le fettuccine di arancia di Ribera candita, i cucunci di Salina e una spolverata di mollica di pane abbrustolita in olio evo nocellara del Belice delle campagne di contrada Piana di Sciacca. Il tutto aromatizzato con il sale rosa dell’Himalaya, ricchissimo di sali minerali.
Per prima cosa pulire accuratamente la seppia, eliminando innanzitutto l’osso posto in superficie. Poi con le forbici tagliare la testa e dal corpo estrarre le interiora, quindi staccare delicatamente la sacca contenente il nero di seppia e metterla in una ciotolina coperta con tovagliolino umido. Eliminare gli occhi ed il becco che si trovano alla base dei tentacoli e spellare la seppia. Dopo aver pulito la seppia, tagliarla a striscioline.
Rosolare in padella uno spicchio d’aglio nell’olio evo ed aggiungere la seppia. Far rosolare un paio di minuti, sfumarla con il vino, poi aggiungere il nero ed un pizzico di sale. Lasciare cuocere a fuoco dolce per un paio di minuti.
Intanto, cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata. Scolarli al dente e trasferirli in padella aggiungendo un po’ di acqua di cottura. Quindi amalgamare ed aggiungere le foglie dei tenerumi scottati in padella.
Dressare il piatto decorando con filettini di arancia candita, cucunci di Salina e qualche filo di tenerume precedentemente arrotolato a “molla” e fritto per pochi minuti. Spolverare con pangrattato “abbrustolito”.
Lo chef Ignazio Interrante
Lo chef Ignazio Interrante nasce a Sciacca, in provincia di Agrigento, nel 1976. Inizia la sua esperienza lavorativa del settore della ristorazione già durante la frequenza dell’Ipssar Molinari. Gira la Sicilia e l’Italia, formandosi in prestigiosi hotel sotto la guida di maestri del calibro dello chef Giovanni Giarratano. Inizia poi la carriera scolastica come docente di Enogastronomia all’IIS Antonello da Messina e successivamente si sposta al Danilo Dolci di Partinico.
Oggi consulente per banchettistica in diverse strutture, chef Interrante fa parte dell’Associazione cuochi e pasticceri di Palermo. Ha rappresentato la Sicilia all’estero capitanando una squadra che, nel 2013, ha preparato una cena di Gala presso l’ambasciata italiana a Buenos Aires. Meticoloso e creativo, mette a disposizione dei propri allievi la sua esperienza, ponendo sempre l’organizzazione e la professionalità in prima linea.
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