Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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Esplorazione

Il modo migliore per esaltare un piatto è quello di utilizzare prodotti di stagione. Ecco perché oggi vi presentiamo i “Rigatoni con crema di carciofi, favette e pesto di basilico” dello chef Giovanni D’Anna. Per una piena esperienza sensoriale abbiamo deciso di abbinare tre vini fuori dagli schemi.

Il 6 aprile si festeggia il “Carbonara Day“, uno dei piatti italiani più famosi e allo stesso tempo più controversi al mondo. I pastai di Unione Italiana Food, con il supporto di Ipo – International Pasta Organisation hanno dato vita, per l’occasione, ad una spaghettata social. Il tema dell’incontro virtuale è “MyCarbonara“.

Carbonara Day, la sfida social

Il Carbonara Day ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre 1 miliardo di persone. Il 6 aprile, gli appassionati potranno sfidarsi in una gara social dal tema MyCarbonara. Puristi e innovatori saranno chiamati a condividere la loro “Carbonara perfetta” a partire dalle 12, seguendo il dibattito sui canali social WeLovePasta e con gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara.

Nel corso dell’incontro saranno offerti consigli pratici e informazioni su curiosità relative al piatto. Sarà affrontato il tema su come preparare la carbonara ovvero se esiste solo una maniera per farla e 5 ingredienti canonici (pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe) o se non non debbano esserci limiti alle reinterpretazioni della ricetta nel rispetto di quella originale.

Il #Carbonara Day, con inizio dalle ore 10 con un live twitting, avrà tra i protagonisti i pastai di Unione Italiana Food, lo chef Luciano Monosilio, lo youtuber e pasta lover Wilwoosh e Eleonora Cozzella, foodwriter, esperta di pasta e autrice del libro “La Carbonara perfetta”.

Gli errori da non commettere con la Carbonara

La ricetta della Carbonara è una delle più controverse della cucina italiana. I puristi non ammettono eccezioni, ognuno ha la sua versione e la ritiene perfetta. Ben vengano gli spunti tecnici o fantasiosi ma su alcuni punti non si transige.

Per evitare di commettere errori quando si prepara la carbonara, basta seguire alcuni semplici consigli. Vediamo insieme quali sono.

Per prima cosa il guanciale. In molti lo sostituiscono con la pancetta, ma la vera carbonara ha il guanciale. E mi raccomando, non aggiungete aglio, cipolla oppure olio. Basta scaldarlo e renderlo croccante, cuocerà nel suo stesso grasso.

Al secondo posto tra gli ingredienti della carbonara c’è l‘uovo. La ricetta originale sembra preveda esclusivamente il tuorlo ma a qualcuno piace aggiungere un po’ di albume. L’errore da non commettere assolutamente però è quello di fare diventare l’uovo una frittata. Nella carbonara deve rimanere cremoso.

La ricetta originale prevede il pecorino e non il parmigiano. La sua origine è tra Lazio e Abruzzo, terre in cui il pecorino è di casa, quindi usatelo.

Se state pensando di aggiungere panna o latte, cambiate ricetta. La carbonara non li prevede, servirebbero solo ad aumentarne l’untuosità e appiattirne il sapore. Quindi no alla panna.

Per quanto riguarda la scelta della pasta, sentitevi liberi di usare formati lunghi o corti. Se rispettate le regole che abbiamo spiegato fin qui, potete concedervi sia spaghetti che rigatoni. Sul resto, però, niente sgarri.

Gli italiani bocciano la Smoky Tomato Carbonara

carbonara con pomodoro affumicato

Ricordate la ricetta della carbonara pubblicata qualche tempo fa sul New York Times? Era la Smoky Tomato Carbonara, quella con pomodoro affumicato. Aveva già fatto insorgere il popolo del web ai tempi della pubblicazione. Ora, grazie ad un sondaggio di Unione Italiana Food su un campione di quasi 4000 persone, abbiamo la certezza che il 95% degli italiani la boccia. Se c’è il pomodoro non si può chiamare carbonara.

Nelle sue pagine rivolte alla cucina gourmet, infatti, il quotidiano americano ha proposto la ricetta “Smoky Tomato Carbonara“. Una carbonara con l’aggiunta di pomodoro affumicato. Nel testo della ricetta troviamo come ingredienti “due cucchiai di concentrato di pomodoro” e “8 once di pomodorini tagliati a metà” da aggiungere al classico uovo sbattuto.

Le origini

Ma quali sono le origini della carbonara? Difficile a dirsi, le storie che ruotano attorno a questo piatto ormai iconico sono davvero tante.

Il sito de Il Gambero Rosso spiega che non esistono progenitori della Carbonara. La storia narra di umili pastori, o forse carbonai, che andavano a lavoro portando la gavetta piena di spaghetti conditi con uova, guanciale e pecorino. Affascinante ma poco verosimile.

I ricettari storici fanno riferimento ad un primo connubio tra pasta e uova alla fine del Settecento. Si trova ne ‘Il cuoco galante’ del napoletano Vincenzo Corrado, stampato nel 1773, seguito dalla ‘Cucina teorica-pratica’ del conterraneo Ippolito Cavalcanti. Un altro napoletano, Francesco Palma, ne ‘Il principe dei cuochi’ del 1881, descrive i Maccheroni con cacio e uova, in cui riunisce formaggio, uova e sugna, in un piatto di maccheroni.

Qualcuno sostiene che le origini della carbonara siano da ricercare nel periodo della Seconda guerra mondiale. Sembra che soldati americani affamati fossero giunti nei pressi di una fattoria in cerca di cibo e il fattore abbia messo insieme gli ingredienti che si ritrovava in casa: uova, guanciale, pecorino e pasta.

La commistione con il classico uova e bacon della colazione statunitense è alla base di tante storie simili a quella appena raccontata. A volte si spostano un po’ le origini dal Lazio a Napoli o a Bologna, facendo storcere il naso ai puristi. Sebbene a molti sembra inverosimile, non possiamo dire con certezza che sia impossibile.

Quello che sicuramente accomuna tutte le ipotesi sulle origini della carbonara è l’ingegno dell’italiano che riesce ad improvvisare anche in momenti difficili dando vita a capolavori.

Signori si nasce è un cocktail di Leandro Serra, bar manager del The Duke Cocktail Lounge Bar de La Maddalena. Un drink che trae ispirazione dal momento che tutti stiamo vivendo nel mondo, per un cocktail fresco da bere in ogni momento della giornata, perché ‘un vincitore non è altro che un sognatore che non si è mai arreso’.

Signori si nasce, il cocktail di Leandro Serra che si ispira al film di Totò

Leandro Serra bar manager del The Duke Cocktail Lounge Bar de La Maddalena

Il Signori si nasce di Leandro Serra, bar manager del The Duke Cocktail Lounge Bar de La Maddalena prende spunto dal nome dalla famosa frase di Totò nell’omonimo film e si caratterizza per la sua eterogeneità, con le note dolci del liquore ai fiori di sambuco, la nota acida del lime per il giusto equilibrio e un corpo strutturato come quello del N.3 London Dry Gin, distribuito in Italia da Pallini.

Il tutto chiuso con un generoso top di Scortese Ginger Beer Bio con le note piccanti e speziate della radice di zenzero, in una bibita naturale e biologica creata da Bevande Futuriste per il brand Cortese, con due blend di pepi e peperoncino.

La preparazione di Scortese Ginger Beer Bio riprende e reinterpreta tutte le procedure che, nel XVIII° Secolo, avevano portato alla nascita di questa bevanda, con lo zenzero messo a fermentazione naturale e lenta. Alla base, oggi, ci sono tutti ingredienti raffinati e puri: zucchero di canna grezzo, pepe asiatico – conosciuto anche come pepe fiorito – peperoncino, anidride carbonica e succo di zenzero biologico.

La ricetta

INGREDIENTI
7 cl Scortese Ginger Beer Bio
4 cl N.3 London Dry Gin
2 cl Liquore Saint Germain
2 cl succo di lime
1 cl sciroppo di cetriolo

Bicchiere: tumbler
Garnish: cetriolo, lamponi e menta

PREPARAZIONE
Versare tutti gli ingredienti in uno shaker, shakerare vigorosamente con del ghiaccio e servire, filtrando il tutto in un bicchiere tumbler. Colmare con la Scortese Ginger Beer Bio e decorare con cetriolo, lamponi e menta.

Foto del drink by Antonio Lobrano

Lo chef Riccardo Carnevali presenta oggi la ricetta di un’icona della tradizione culinaria italiana, il Risotto alla milanese. La leggenda vuole che il piatto risalga alla fine del Cinquecento, anche se si dovranno aspettare altre tre secoli prima di leggerne l’esistenza nel ricettario “Il cuoco moderno”.