domenica, 23 Agosto, 2026

Scoperta una cantina abusiva a Palma di Montechiaro

L'opificio era privo di autorizzazioni sanitarie ed è stato chiuso. Sequestrati più di 8.000 litri di vino. L'operazione condotta dalla guardia di finanza e dall'Ispettorato repressioni frodi

I militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Agrigento e gli ispettori dell’Icqrf Sicilia (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, un dipartimento del ministero dell’Agricoltura che tutela consumatori e produttori), nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi nel settore agroalimentare, hanno eseguito nelle ultime settimane una serie di controlli congiunti nel settore vitivinicolo nella provincia di Agrigento.

L’operazione, nell’intero territorio provinciale, è stata orientata a individuare pratiche fraudolente nella commercializzazione di vini a denominazione d’origine, con particolare attenzione all’illecita rivendicazione di marchi Dop e Igp, all’impiego di uve e mosti non conformi ai disciplinari di produzione e alla falsa attestazione della provenienza geografica.

Uno degli interventi ha portato alla scoperta e alla chiusura di una cantina completamente abusiva presso un’azienda agricola di Palma di Montechiaro. L’opificio clandestino era totalmente privo delle autorizzazioni sanitarie obbligatorie per la produzione e la conservazione di alimenti e bevande destinati al commercio, nonché dei requisiti igienico-strutturali richiesti dalla normativa vigente: per tali motivi i locali sono stati dichiarati non idonei all’attività e ne è stata disposta l’immediata chiusura.

Nel corso dell’intervento congiunto, i finanzieri della tenenza di Licata e gli ispettori dell’Icqrf Sicilia hanno sequestrato oltre 8.000 litri di vino, sia sfuso che imbottigliato, completamente privo di tracciabilità e di certificazioni d’origine. Sono state contestate le relative violazioni amministrative.

Il settore vitivinicolo, sottolinea la guardia di finanza in una nota, rappresenta una delle espressioni più riconoscibili del Made in Italy nel mondo. Difenderlo da filiere illecite e produzioni abusive significa preservare non soltanto il valore economico delle imprese oneste, ma anche la reputazione internazionale di un patrimonio produttivo e culturale che affonda le radici nella storia e nel territorio.

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