Tortino al cioccolato
Tortino al cioccolato
Tortino al cioccolato

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2
Beverage
TESORI ITALIANI

Velenosi Vini, grande anima e “impronta” femminile

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Appena si entra nel mondo Velenosi, ciò da cui si rimane subito attratti è l’accoglienza. In azienda troviamo Ercole Velenosi, pietra fondante dell’azienda. Nel nostro caso si sono uniti a noi Angela Velenosi e il figlio Matteo.  La grande passione per il vino e l’accoglienza attenta e naturale si percepisce subito. È radicata nella sua parola.

L’azienda nasce per volontà di Ercole e Angela nel 1984 con l’azienda che si trova a pochi km dal centro di Ascoli Piceno, città piena di storia e di tradizioni agroalimentari. Negli anni l’impresa si è ingrandita moltissimo. Oltre all’azienda storica ascolana, troviamo proprietà anche a Castorano, Monsampolo del Tronto e Castel di Lama. Inoltre negli anni sono stati acquistati anche un vigneto ad Ancarano nella provincia di Teramo e nella zona di San Marcello, provincia di Ancona, tra i Castelli di Jesi.

La produzione di 2 milioni e 400mila bottiglie circa, ha reso quest’anno un fatturato all’azienda di oltre 10 milioni di euro, con un incremento del 20%. L’azienda, come precisa Angela, ha una forte presenza di personale femminile. Oltre il 50% sono donne e in ogni area dell’azienda. Dal commerciale fino al vigneto. Situazione che nel territorio ma in generale in Italia è sempre più frequente con aziende vitivinicole condotte da donne o con personale femminile.

La lungimiranza delle donne e di Angela ha fatto si che l’azienda per circa il 65/66% si rivolga all’estero. Mentre la chiacchierata continua, Matteo, figlio di Angela, ci serve un delizioso metodo charmat, una passerina spumantizzata, prodotto molto apprezzato. Un vino che racconta la versatilità di questo vitigno con una freschezza, una acidità interessante e dei profumi molto piacevoli. La degustazione di bollicine continua con uno dei loro spumanti metodo classico, il “The Rose” con 5 anni sui lieviti, prodotto con uve 90% Pinot Nero e saldo di uve Chardonnay. L’azienda produce una vasta area di bollicine, sia metodo charmat che Classico.

Gli ettari di proprietà dell’azienda sono 150 e si sommano ai 200 ettari in affitto a lungo periodo. Angela però ricorda che quando ha iniziato non era cosi. Oggi l’azienda ha una vastissima linea di etichette con un mercato ampio tra Horeca, Gdo, privati, online e via dicendo. Quando però tutto ebbe inizio, le denominazioni prodotte erano due.

Piano piano l’azienda è cresciuta sotto lo sguardo attento di giovani appassionati e attenti imprenditori. Oggi, l’azienda propone numeri importanti con un’elevata qualità. Il rosso Piceno Roggio del Filare, che Angela stima molto, ha ottenuto tanti premi. Gambero rosso, Decantare, Veronelli, Bibenda sono solo alcune delle guide che hanno premiato il vino. “Ci sono arrivata facendo conoscere queste colline” ci racconta Angela Velenosi.

Ci racconta che però il vino al quale lei è maggiormente affezionata è il Brecciarolo: “Il vino con cui sono nata”. Le regioni su cui operano, le Marche e l’Abruzzo, offrono diversi vitigni alcuni dei quali “in comune”. La cantina registra una maggiore presenza di vitigni autoctoni con alcuni internazionali quali Cardonnay, Pinot Nero, Merlot e Cabernet.

Troviamo poi autoctoni e italiani quali: Montepulciano in ampia presenza e sfaccettature, ma anche Sangiovese, Lacrima, Passerina, Pecorino, Trebbiano, Moscato bianco e Verdicchio. Insomma tanto lavoro da fare, con una ampia mentalità e voglia di sperimentare. Acciaio, legno e cemento sono i materiali dove i vini maturano e dove le idee danno vita ad eccellenze.

La degustazione prosegue con la Querciantica Lacrima di Morro d’Alba DOC, Solestà rosso Piceno DOC superiore e il Ninfa Marche rosso IGT. Una piccola parte della vasta gamma di vini rossi che produce l’azienda. Prodotti veramente eccellenti con l’occhio strizzato alla Lacrima. Un vino veramente sorprendente, piacevole e complicato allo stesso tempo. 

Studente di scienze, culture e politiche della gastronomia presso il corso MICO all'Università per Stranieri di Perugia. Scrive per alcune testate giornalistiche del settore e collabora con ristoranti e cantine. Si definisce umbro IGP poiché la carta d'identità segna la nascita nella capitale italiana

Scrivi un commento