giovedì, 15 Gennaio, 2026

Spinta green per il vino della Valpolicella, parola d’ordine: “sostenibilità”

Una spinta verso il green da parte dei vini Valpolicella. Il Consorzio, infatti, preme l’acceleratore sulla transizione del vigneto verso il biologico. La parola d’ordine è “sostenibilità”.

Spinta green per il vino della Valpolicella

vino italiano, spazio

La Valpolicella, primo vigneto Dop di vini rossi del Veneto, vira verso il green. Un’ambizione che cerca di realizzare da tempo con il progetto RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta), il progetto di sostenibilità ambientale, economica e sociale dal vigneto alla cantina del Consorzio vini Valpolicella. La superficie certificata RRR ha registrato un aumento del 12% rispetto al 2019. Sono adesso 1210 gli ettari sul territorio.

Il progetto ha avuto l’effetto di una spinta anche verso il biologico. Grazie all’RRR, il Consorzio conta oggi 430 ettari certificati (+14% sul 2019 e raddoppiati rispetto al 2018). Atri 436 ettari, inoltre, sono attualmente in fase di conversione bio.

Sono quasi 8.400 gli ettari vitati nei 19 comuni della Doc veronese Valpolicella. Nella provincia leader in Italia per export di vino, sono 2.273 i produttori di uve e 272 le aziende imbottigliatrici. Nel 2019 sono state prodotte circa 64 milioni di bottiglie, il giro d’affari medio complessivo è di circa 600 milioni di euro annui di cui 350 milioni stimati solo per l’Amarone.

Verso la sostenibilità ambientale

“Le politiche messe in campo dal Consorzio negli ultimi anni hanno avuto il merito di favorire la svolta green della denominazione – commenta Christian Marchesini, presidente del Consorzio vini Valpolicella – che oggi osserva non solo l’incremento degli ettari vitati sostenibili ma anche delle aziende certificate RRR passate da 82 nel 2018 alle 142 di oggi, segnando un +73%”.

“La sostenibilità ambientale – aggiunge Marchesini – non è solo un valore del Consorzio, che ha anche modificato i disciplinari di produzione inserendo prodotti fitosanitari a basso o nullo impatto ambientale secondo le rilevazioni scientifiche moderne, ma anche un driver strategico sui mercati internazionali, dove continua a crescere la domanda di vini sostenibili e bio. Il percorso tracciato – conclude il presidente – ci consentirà di potenziare il posizionamento dei vini della Valpolicella e di sostenere al contempo le aziende nelle sfide legate al cambiamento climatico”.

 

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