Serafica e il primo Nerello Cappuccio spumante dell’Etna

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Presentati nei giorni scorsi il primo Nerello Cappuccio Spumante rosé e il Catarratto Spumante di Serafica Terra di Olio e Vino, entrambi prodotti sul versante sud dell’Etna.

“Si tratta delle prime due bollicine di montagna di Serafica – spiega l’enologo Nicola Colombo – che, ad oggi, rappresenta l’unica azienda a produrre due vini da uve di Nerello Cappuccio”.

La Sicilia, terra di vino che, proprio sull’Etna, si è riscoperta territorio d’eccellenza per la produzione di spumanti. Negli ultimi anni la cultura delle bollicine è infatti cresciuta in maniera esponenziale, diventando, oggi più che mai, elemento di richiamo per winelover da tutto il mondo, sempre più esperti e già pronti ad affrontare nuove sfide enoiche.

Affascinata dall’arte spumantistica, Serafica Terra di Olio e Vino ha iniziato a sperimentare e indagare nuove produzioni, dando vita ai Mirantur Spumanti Bianco e Rosè: Catarratto e Nerello Cappuccio spumantizzati secondo il metodo tradizionale Charmat lungo.

Siamo molto emozionati perché giorno dopo giorno aggiungiamo un piccolo tassello nel percorso di crescita della nostra realtà familiare – sottolinea Giuseppe Borzì, responsabile commerciale dell’azienda -. I Mirantur, nella versione spumante, hanno tutta l’effervescenza e l’unicità di due vini che non solo ci rappresentano ma che ci fanno ben sperare per il futuro. Il versante Sud ha un potenziale incredibile e, proprio qui, cerchiamo di convogliare al meglio i nostri sforzi e abilità imprenditoriali”.

Una specializzazione produttiva che si concretizza attraverso un lavoro certosino e di prossimità teso a valorizzare una varietà autoctona dell’Etna che sul versante Sud sembra avere trovato il suo habitat ideale; quel Nerello Cappuccio che Serafica è riuscita, pionieristicamente, a dosare e integrare all’interno di una bollicina unica, declinata anche nella versione con il Catarratto, vertici d’eccellenza della linea Mirantur.

Nonostante sia riconosciuta la vocazione dei territori dell’Etna, ritengo che non sia affatto scontato ottenere un risultato qualitativo di così alto profilo – spiega l’enologo Nicola Colombo -. Con questi due nuovi spumanti, riteniamo di aver esaltato al meglio le caratteristiche varietali di Nerello Cappuccio e Catarratto grazie anche alla rifermentazione con Metodo Charmat Lungo. Siamo certi che questo rappresenta un grande passo non solo per Serafica ma anche per l’intero Sistema Vino dell’Etna, per questo nutriamo grandi aspettative per il prosieguo”.

Il Mirantur Nerello Cappuccio rosé, dal packaging e dal gusto pop che strizza l’occhio agli aperitivi spensierati con gli amici amanti delle produzioni di nicchia. Al calice ha un color rosa cerasuolo luminoso, si esprime con un goloso bouquet di fragoline di bosco, cheesecake al lampone e suggestioni agrumate ed erbacee. Sorso fresco, scorrevole e dal piacevole retrogusto fruttato.

Il Mirantur Catarratto Spumante ha una veste elegante e minimal. Bouquet sfaccetato di frutta a polpa bianca e macchia mediterranea. Sorso pieno e fresco, ottima corrispondenza gusto olfattiva e persistenza al palato.

Prodotti e imbottigliati integralmente dalla famiglia Serafica, raccontano la storia di un’azienda che dal 1950 si dedica a Nicolosi, con passione e nel massimo rispetto dei principi della sostenibilità ambientale, alla coltivazione di vigneti e uliveti appartenenti all’agro-biodiversità siciliana, un contesto ideale per praticare una viticoltura di qualità grazie all’esposizione a Sud del Vulcano attivo più alto d’Europa e allo speciale terroir che lo caratterizza.

Una storia di “emigrazione al contrario” quella della famiglia Serafica che inizia nel mondo del vino quando Andrea Serafica rientra dall’America e si dedica alla coltivazione di vigneti. Nel 1976, Nino Serafica realizza il frantoio oleario e, nel 2000, Andrea Serafica re-impianta nuovi vigneti e uliveti. L’anno di svolta è il 2018 quando la nuova generazione Giuseppe Borzì e Nino Serafica realizzano il brand per la commercializzazione dei prodotti aziendali, Maria Ausilia introduce la didattica in azienda e viene acquistato il nuovo frantoio con estrazione a freddo.

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