martedì, 25 Agosto, 2026

Peperoncino italiano in crisi: import selvaggio, a prezzi stracciati e di bassa qualità

Il peperoncino italiano “brucia”.  Questa volta, però, non dipende dalle sue proprietà ma da un import selvaggio, a prezzi stracciati  e di bassa qualità che lo sta mandando in crisi. A lanciare l’allarme è Cia- Agricoltori italiani.

Peperoncino italiano in crisi a causa dell’import sfrenato

Uno dei prodotti di qualità del made in Italy messo in crisi da importazioni sfrenate. Negli ultimi tempi, infatti, il mercato del peperoncino italiano ha perso notevolmente punti. Si fa sempre più uso di un prodotto importato dai paesi extra-Ue, di scarsa qualità e a prezzi stracciati. Basti pensare che Cina, Turchia ed Egitto invadono il mercato con 2 mila tonnellate di prodotto l’anno.

Cia-Agricoltori italiani,  fotografando uno dei simboli gastronomici nazionali, lancia l’allarme. Il peperoncino, per svilupparsi e competere, ha bisogno di una filiera di qualità superiore, innovativa e integrata. Le strade intraprese negli  ultimi tempi non portano affatto nella giusta direzione.

A causare il danno maggiore sono i prezzi non concorrenziali delle importazioni. In Italia, infatti, da 10 kg di peperoncino fresco si ottiene 1 kg di prodotto essiccato, macinato in polvere pura al 100% e commerciabile a 15 euro. Invece lo stesso prodotto dalla Cina costa appena 3 euro. Oltre al prezzo gioca un suo ruolo la scarsa qualità dal momento che è il risultato di tecniche di raccolta e trasformazione molto grossolane, con le quali la piantina viene interamente triturata, compresi picciolo, foglie e radici.

La necessità di una tutela

 

In Italia il prodotto riceve maggiori attenzioni per non minarne la qualità e questo ne fa elevare il prezzo. Secondo quanto spiega Cia, infatti, la manodopera e le procedure di trasformazione altamente professionali incidono sul prezzo. A questo va aggiunto il costo dei macchinari per l’ozono per una perfetta essiccazione.

Proprio per questo motivo, l’organizzazione agricola spinge per una una maggiore valorizzazione e tutela del prodotto italiano grazie al microclima e alle caratteristiche orografiche del terreno. La creazione di denominazioni di origine territoriale, ad esempio, darebbe al consumatore garanzia di qualità, tracciabilità e salubrità e un valore aggiunto adeguato alla parte produttiva.

In questo modo si intende aumentare la coltivazione estensiva, localizzata oggi soprattutto in Calabria (100 ettari, con il 25% della produzione), Basilicata, Campania, Lazio e Abruzzo. Il tutto per una quantità che copre appena il 30% del fabbisogno nazionale.

Ultimi articoli

Camporeale celebra la Sciavata, la focaccia dei contadini

Una manifestazione della durata di due giorni per dare lustro alla tradizione gastronomica. Al centro dell'attenzione anche i vini del territorio

Fiasconaro e Ypsigrock in partnership: Castelbuono laboratorio di arte, musica e gusto

In occasione della 29ª edizione del Festival, installazioni, performance con Corrado Fortuna, degustazioni e il progetto Ypsigro raccontano il territorio attraverso creatività e identità

Da Cefalù a Terrasini: 9 ristoranti imperdibili per questa estate

Cucine contemporanee, terrazze sul mare, giardini mediterranei e sapori...

Assud Santamarina, a Palermo l’apoteosi della pizza trapanese

Con grande attenzione alla stagionalità, il marsalese Ignazio Passalacqua ha creato uno spazio esaltato dallo chef Livio Candela. L'impasto è il cuore del progetto e nasce da una miscela del Mulino Mogavero di Termini Imerese

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Strozzapreti, strangozzi e strangolapreti: differenze vere, regione per regione

Questo articolo è un messaggio pubblicitario a cura di...

Non perderti

Da Salina a Cefalù: Martina Caruso e Ignazio Morgante insieme nella cucina di Zayt

Sabato 25 luglio il ristorante di Insulae Resort ospita “Lasciare un Signum”, una cena a quattro mani costruita intorno al mare e alle differenti...

Lo chef palermitano Natale Giunta apre un ristorante a Milano

Il cuoco e imprenditore, fondatore del Citysea nella sua città, gestirà tre diverse proposte al Tivoli President, a due passi dal Duomo. Per il 2027 annuncia anche un nuovo locale a Taormina

San Cipirello, Francesco Cimino rinnova l’offerta e apre Sapori Autentici

Nel centro storico il nuovo locale offre una pizza che spazia dal contemporaneo al classico e una cucina che valorizza il territorio. C'è anche una linea di panini gourmet