venerdì, 18 Settembre, 2026

La new wave dei Pét-Nat siciliani, i nostri consigli per un’estate “frizzantissima”

Sono gli spumanti fatti con l’altro metodo: il metodo romantico. Sono freschi, leggeri, alcuni direbbero young, in ogni caso sono buonissimi e il rischio di berli irresponsabilmente è molto alto. Il rischio è quello di scambiarli per delle birre artigianali, visto il tappo a corona, i font dall’estetica DIY e i nomi molto rock’n’roll. Invece sono i Pét-Nat, abbreviazione del francese “pétillant naturel” (i wine-sovranisti li chiamano rifermentati).

L’estetica, che guarda esplicitamente al mondo delle craft beer è (come sempre) anche sostanza. I pét-nat infatti non sono normali spumanti. La loro seconda fermentazione avviene infatti in bottiglia, con la fermentazione degli zuccheri residui non svolta completamente nella prima. In questo modo prende vita una bolla più fresca, irriverente e imprevedibile.

Al contrario degli spumanti metodo classico, spesso costosi, poco ironici e classisti, e alla banalità gastro-turistica dei metodi charmat che nascono solo per colorarsi d’arancione nei tristi calici degli spritz, i pét-nat scelgono un’altra via: quella della leggerezza, della condivisione, dell’allegria. Spesso bollati come hipster-bubbles, anche per l’alto tasso di instagrammabilità delle bottiglie, sono il nuovo trend dell’estate 2023. Non ci sono wine bar e ristoranti anche fine dining che ne siano sprovvisti.

Forse perché tutti hanno sempre più voglia di divertirsi e di vini che, come le persone, si prendano poco sul serio. O forse, semplicemente, per il fatto che sono buonissimi e che, al contrario delle noiose note di crosta di pane, si sente molto più spesso la frutta. Inoltre il loro tasso alcolico, che raramente supera gli undici gradi, permette di diventare allegri e basta.

Vini da bere all’aperto, propiziatori di incontri e con prezzi anti-inflazione, i pet nat si apprestano a uscire dalla scomoda categoria dei vini di nicchia per diventare gli spumanti di chi vuole bere in modo diverso, economico, ma non per questo banale. Ovviamente la Sicilia con la sua varietà di uve autoctone e di produttori intraprendenti è tra le regioni italiane all’avanguardia. Qui di seguito alcuni consigli per un’estate scoppiettante e frizzantissima!

Fuori i nomi:

La Chiusa, QB: da Montevago, un piccolo paese tra Palermo e Agrigento, che prima di questo vino era famoso solo per un tragico terremoto. Il QB, un Pèt-Nat da cataratto, è forse il best kept secret della Sicilia in bolle. Cataratto in purezza, sulfureo, godibile, freschissimo, è già un must non solo nei locali hipster.

Ayunta, Vino Frizzante Rosato: da Randazzo, Ayunta uno di punta della new wave etnea, da uve nerello mascalese vendemmiate in anticipo. Un rosato di rara bevibilità nel quale la freschezza non diventa mai banale e dove la piacevolezza sconfina pericolosamente verso l’edonismo puro.

Rallo, La maggiore: Da Marsala, poteva mancare un grillo? Il vitigno a bacca bianca di cui tutti parlano in Sicilia e nel mondo? No. L’ultimo nato in casa Rallo, figlio del mitologico Bianco Maggiore, è un rifermentato incisivo di rara intensità dove leggerezza e carattere trovano una sintesi, fresca ed unica, da provare.

Ultimi articoli

Cusumano: «Meno uva per il clima, ma di eccellente qualità»

L'analisi dell'azienda vitivinicola sulla vendemmia 2026. Per il futuro, viene chiesto alla politica un piano pluriennale «concertato con i produttori»

Il sommelier e la psicologia: il corso Onav a Catania scopre il neuromarketing

La formazione sposa l'alta ristorazione: da ottobre a febbraio nella città siciliana l'Organizzazione degli assaggiatori di vino organizza un ciclo di lezioni che guarda alle aspettative del cliente

A Raffadali il Fastuca Fest celebra il pistacchio Dop

Per quattro giorni il borgo diventa un luogo per assaggiare, cucinare e raccontare il tipico prodotto locale. Un'installazione artistica guiderà il pubblico per le vie del centro

Igp ai grani antichi siciliani: pronte le regole, saranno illustrate a Serradifalco

Nella sede del Molino Fratelli Ferrara è in programma sabato 19 settembre l'assemblea per la costituzione ufficiale della Rete di imprese

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Strozzapreti, strangozzi e strangolapreti: differenze vere, regione per regione

Questo articolo è un messaggio pubblicitario a cura di...

Non perderti

Per Casa Grazia prima vendemmia sull’Etna

Dal Lago Biviere al vulcano: Maria Grazia Di Francesco Brunetti affronta una nuova sfida a Passopisciaro, nel territorio di Castiglione di Sicilia

Bollicine siciliane, voglia di fare rete per catturare i turisti

L'Irvo ha fissato una Dichiarazione d'intenti da sottoporre all'attenzione dei produttori e degli altri protagonisti del mondo vitivinicolo. La prima tappa sarà mappare gli spumanti dell'Isola, L'obiettivo finale raggiungere la riconoscibilità del prodotto regionale, pur nella varietà offerta dal territorio

Wine Not? A Sant’Andrea di Rometta una nuova storia da raccontare

Il 2 agosto la prossima edizione della manifestazione dedicata alla cultura enologica siciliana. Ventinove le cantine protagoniste, provenienti anche da altre regioni italiane