venerdì, 19 Giugno, 2026

I vini etnei di Donnafugata, passione vulcanica: la nostra degustazione

C’è una famiglia che da sempre coltiva la propria passione per i vini di Sicilia, custode di un sogno etneo realizzatosi dopo oltre 20 anni. Donnafugata è arrivata sull’Etna nel 2016, condotta da quel richiamo atavico del vulcano, come fosse una sirena nascosta nel mare di lava, che ne ha mosso il desiderio. Se in principio fu Giacomo Rallo a fondare Donnafugata nel 1983 con la moglie Gabriella, il testimone è passato oggi ai figli José e Antonio, che continuano a coltivare questa passione di famiglia.

La tenuta etnea si trova sul versante Nord del vulcano, a Randazzo, contrada Statella, rimessa in sesto nel pieno rispetto della sostenibilità e dei limiti previsti dall’Ente Parco dell’Etna. In un territorio tanto fragile e al contempo potente e ricco, Patrimonio dell’Umanità Unesco, tutte le scelte devono necessariamente rispettare i vincoli naturalistici e paesaggistici previsti. Solo la manutenzione dei muretti a secco in pietra lavica, e dei vari terrazzamenti hanno bisogno di tempo, cura e manodopera. 

In questa tenuta, tra i 730 m e i 750 m s.l.m., Donnafugata coltiva circa 35 ettari di vigneti, tutti in zona DOC, divisi in 6 contrade: Montelaguardia, Statella, Camporè e Calderara nel comune di Randazzo, Marchesa e Verzella nel comune di Castiglione di Sicilia. Le varietà autoctone coltivate sono rappresentative del territorio, a partire dal Carricante, Nerello Mascalese e in piccole quantità Nerello Cappuccio.

Non tutto l’allevamento è ad alberello, ma si trova anche a spalliera bassa, su suoli vulcanici sui quali periodicamente si depositano le ceneri della “montagna”, com’è chiamata l’Etna dagli abitanti del luogo. Quello stesso borotalco lavico, che arriva persino a Catania, che copre i palazzi, che si insinua nei vestiti, amato e detestato. Un terroir decisamente fuori dal comune dove esposizione, suoli, escursione termica giorno-notte e mano dell’uomo, danno vita a dei vini segnati da mineralità, finezza e potenzialità di invecchiamento. 

Ph. Fabio Gambina

Sull’Etna Donnafugata produce bianchi, rosati e rossi di carattere, come l’Etna Rosso DOC Contrada Marchesa, il cru dell’omonima Contrada, 2 ettari appena in un anfiteatro naturale circondato da colate laviche di migliaia di anni e Fragore Etna Rosso DOC, cru di Contrada Montelaguardia, oltre 4 ettari, su colate laviche risalenti al 1614-1624. C’è poi il rosato Sul Vulcano Rosato, setoso e leggero come un foulard di seta, da Nerello Mascalese, vitigno coltivato nei territori tra Randazzo e Castiglione di Sicilia. Seguono Sul Vulcano Rosso, sempre da Nerello, bellissima bevibilità (vino che apri e bevi dall’antipasto alla zuppa di pesce) e lo strepitoso Sul Vulcano Bianco, dalla mineralità tagliente, da uve Carricante, coltivato nella stella zona. 

La degustazione

Sul Vulcano Rosato 2021. Rosa cipria tenue. Delicato ed etereo al naso, con piacevoli profumi di gelsomino, fili d’erba, bergamotto e infantili ricordi di zucchero a velo. Il sorso è di discreta struttura, sapidità in chiusura e buona freschezza. 

Sul Vulcano Bianco 2019. Giallo paglierino. Intenso all’olfatto, con lievi ricordi di idrocarburi già presenti su base agrumata. Il sorso è pieno, succoso, sapido e lungo. Bella potenzialità di affinamento in bottiglia.  

Sul Vulcano Bianco 2018. Paglierino con riflessi dorati. Un bouquet intimista, che si concede poco per volta, dal quale emerge un suggestivo profumo mielato. La bocca è coerente al naso. 

Sul Vulcano Bianco 2017. Dorato luminoso. Al naso è potente e magnetico, burroso con rintocchi tropicali, tra cui la papaia e il mango. Entusiasma per l’evoluzione nel calice, dove cambia con l’ossigenazione fino a un piacevole profumo di frutta secca e creme caramel, che si ritrova anche in bocca, specie in chiusura. Il sorso è altrettanto complesso, piacevole e lungo. Sapido.

Sul Vulcano Rosso 2019. Rubino luminoso. Naso di erbe mediterranee, frutta rossa e spezie. Al palato è elegante, masticabile e intenso. Bellissima bevibilità. 

Contrada Marchesa 2018. Rubino. Cornucopia olfattiva, da cui emergono note di spezie, come il pepe nero, poi frutta come mora e prugna, più un insolito ricordo di karkadè. La bocca è ampia, succosa, strutturata. Tannino setoso e buona freschezza. Lungo. 

Cuordilava 2018. Rubino. Dal naso complesso, intenso di spezie orientali, rooibos, tabacco dolce, incenso. Al palato è strutturato, concentrato con chiusura sapida. Tannini integrati. Meraviglioso.

Ultimi articoli

L’estate 2026 dello chef Lorenzo Ruta con tre appuntamenti di gusto

Il 4 luglio «Spighe, raccolti, racconti», assieme al pizzaiolo Daniele Baglieri e in collaborazione con il pastificio Minardo. L'8 agosto «Fuochi d'estate» con Diego Radenza e il 31 agosto «Chef in festa»

Il vino accompagna la musica al Vittoria Jazz Festival

Tre giorni di concerti, degustazioni e approfondimenti enologici per la XV edizione. Un appuntamento che unisce cultura, spettacolo e promozione territoriale

Il Paloma conquista l’estate nei locali di Palermo

Nato in Messico, è considerato da molti il vero cocktail nazionale di quel Paese. La sua storia è avvolta da un alone di mistero. Ora entra anche fra gli appuntamenti del Pride

La modicana Caffè Moak partner dell’evento Vespa Roma 2026

Dal 25 al 28 giugno la manifestazione che celebra gli 80 anni dello scooter. «Con questo simbolo italiano di creatività condividiamo la stessa capacità di trasformare un prodotto in un'esperienza», dice il ceo dell'azienda siciliana, Alessandro Spadola

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Come cucinare le graffe perfette, 4 errori da non commettere

Come ogni ricetta regionale che si rispetti, anche questa delle graffe ha le sue varianti e ognuno ama la propria. In qualsiasi modo le prepariate, dovete evitare questi 4 errori

Non perderti

Il Mercato dei Vini dei vignaioli indipendenti a Bologna dal 21 al 23 novembre

Annunciate le date nel corso del festival Biografilm. Presentato anche il manifesto disegnato dall'illustratore Emiliano Ponzi

Il vino e l’Etna: Benanti arricchisce l’offerta enoturistica

Un programma di esperienze dedicate ai visitatori, tra itinerari nei luoghi storici, degustazioni guidate, percorsi culturali e gastronomici. Da quest’anno anche cooking class, formule di abbinamento in residenze private e yacht e giornate in piscina negli spazi della tenuta, per una dimensione di ospitalità sempre più esclusiva

Vino e identità: a Santa Cristina Gela la Festa del Catarratto

Appuntamento il 6 e il 7 giugno nel borgo della provincia di Palermo: l'Arca celebra il vitigno siciliano più coltivato e la cultura arbëreshë della comunità locale