Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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Beverage
INNOVAZIONE (?)

Vino in lattina, la scommessa del Gruppo Meregalli: lungimiranza o azzardo?

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Nell’era dei grandi cambiamenti, il prestigioso distributore di vini e spirits italiano ci sorprende lanciando una novità che potrebbe urtare la sensibilità dei winelover più conservatori. Osservando la rapida evoluzione del consumo di vino in lattina negli USA, e non solo, secondo Meregalli è arrivato il momento anche per il mercato italiano. Così anche nel nostro paese arriva questo formato “di rottura”, proponendo la collezione di vini californiani di Francis Ford Coppola.

La storia ci dice che il Gruppo Meregalli è sempre stato un precursore di tendenze sul mercato del vino italiano, lo sarà anche questa volta? Non vediamo l’ora di scoprirlo osservando cosa succederà nei prossimi mesi. Intanto esploriamo insieme questa nuova potenziale tendenza di consumo.

I fatti, anzi i dati statistici sui mercati anglofoni – Stati Uniti, Regno Unito e Australia – ci dicono a gran voce che i consumatori più giovani amano il vino in lattina. Solo negli States, infatti, secondo Forbes, il mercato vale più di 3 miliardi di dollari, con un aumento stimato delle vendite del 43% all’anno. Se in Italia questo packaging può sembrare quasi scandaloso – ma non per tutti perché alcune aziende italiane (davvero poche) da moltissimi anni propongono il loro vino anche in lattina -, è ormai una realtà sempre più consolidata tra gli scaffali delle enoteche e dei negozi dei paesi più aperti ai cambiamenti.

Diciamolo però, in molti vi starete domandando: in un paese come il nostro ricco di tradizioni enogastronomiche, con oltre 300 Doc e una radicata cultura vitivinicola, come possono le persone bere vino in lattina? Privando il vino nel suo packaging d’elezione e quasi declassandolo a bibita?

Domanda e riflessione legittima. Partirei però dalla considerazione che l’inserimento nel mercato di un nuovo modo di bere vino non esclude e non toglie valore alla bottiglia di vetro, alla qualità del vino e ai suoi produttori storici.

Il vino in lattina può rispondere alle esigenze di un’altra fascia di consumatori, della generazione Millennials per lo più, che ricercano la praticità, l’immediatezza e il divertimento. Il packaging oltre ad essere accattivante e meno pretenzioso, è comodo per ogni occasione, specialmente quelle all’aperto. Strizza l’occhio a party, escursioni in natura, gite in barca a molte occasioni di consumo e momenti conviviali, in cui non sempre la bottiglia di vino può essere invitata.

Ma come può un vino in lattina raccontare della fatica del vignaiolo, delle straordinarie caratteristiche di un territorio e delle sfumature di un vitigno autoctono? Non deve, ha un altro scopo. Il vino in lattina, come quello proposto da Meregalli scegliendo Coppola, è un vino da bere giovane, in un formato che rispetta l’ambiente perché riciclabile e facile da smaltire, e soprattutto è un’alternativa alla tanto amata birra capace quindi di avvicinare il giovane bevitore al vino. E poi chissà, il passo successivo sarà la bottiglia del produttore locale, il vino artigianale, la ricerca sul territorio e così via. Ammettiamolo, per la maggior parte delle persone il mondo del vino è snob e capace di intimidire. Quindi ben vengano i cambiamenti radicali che vengano letti come un’apertura di braccia alle nuove generazioni.

Ma parliamo della qualità del vino in lattina e della collezione Francis Ford Coppola.

Il Gruppo Meregalli ha quindi rafforzato la partnership con la nota azienda californiana con l’idea di “promuovere la libertà”. Libertà dai pregiudizi, nel gusto, per l’ambiente e libertà di andare dove si vuole a sorseggiare il proprio vino preferito.

L’azienda Coppola ha scelto una delle sue collezioni, solitamente proposta per la ristorazione in bottiglie di vetro fra i 25 e i 30 euro, e ha ideato una versione alternativa mantenendo la medesima qualità. Ciò che cambia è quindi solo il packaging e le occasioni d’uso, riducendo l’impatto ambientale grazie a un materiale altamente riciclabile, più maneggevole e con minori consumi di CO2 durante il trasporto.

La collezione oggi disponibile in Italia è composta da 4 vini da uve provenienti dai vigneti di alta qualità situati sia nelle regioni costiere che nelle valli interne della famosa Sonoma County. Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Brut Rosè sono i debuttanti del formato alternativo.

Con altri comunicatori italiani ho avuto l’opportunità di degustarli in anteprima, facendo un confronto con gli stessi vini nel classico packaging in vetro. Cosa ne è venuto fuori?

Le differenze sono davvero minime; qualcuna c’è, non lo posso negare, ma percepibile solo da un palato esperto o quanto meno molto attento. Il vino in lattina è risultato godibile e facile da bere.

Appassionata sostenitrice del mondo del vino. Attraverso la sua agenzia, Cru Vision, si dedica alla formazione aziendale e alla comunicazione per il settore enogastronomico. È la responsabile sezione vino di Cook Magazine e scrive sul suo blog Sicilianwinegirl di storie di vini, vignaioli e territori che le fanno brillare gli occhi e le riempiono il cuore.

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