Salumi Dop, nell’anno del Covid cresce il consumo di pane e salame

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Nell’anno del Covid, il comparto dei salumi ha registrato un incremento delle vendite del +3,2%. Sembra infatti che gli italiani, sia in smart working o costretti a stare in casa per i lockdown, abbiano scelto sempre più spesso di fare un break con pane e salame.

Salumi Dop, nell’anno del Covid cresce il consumo di pane e salame

La pandemia ha avuto un grosso impatto sul mercato e l’export dell’industria alimentare. Anche la chiusura dei ristoranti ha contribuito al calo subito da questo settore. Sembra però che il comparto dei salumi abbia resistito. Già nel 2019 si era registrata una ripresa del +1,4%, che è quasi raddoppiata, toccando un +3,2% nel 2020.

Sono cambiate molte abitudini da quando si è diffusa la pandemia di Coronavirus. Questo inevitabilmente ha toccato anche la tavola. Nell’ultimo anno, ci siamo ritrovati a lavorare da casa o trascorrere comunque tanto tempo tra le mura domestiche per limitare i contagi del virus.

Gli italiani, però, non rinunciano al buon gusto. Anche se in smart working o in lockdown infatti hanno spesso scelto di fare un break con pane e salame.

Secondo dati IRI, hanno fatto da traino i pre-affettati e porzionati, disponibili nei frigo a libero servizio, che rappresentano ormai il 58% dei volumi acquistati dalle famiglie e le cui vendite sono aumentate del 15,9%.

Grande attenzione anche per i salumi Dop e Igp. in questo caso è la provenienza geografica del cibo ad aver in qualche modo cambiato la prospettiva del consumatore, sempre più attento alla qualità. Per un italiano su due, secondo ufficio studi Coop e Nomisma, la provenienza ha più importanza che in passato.

L’importanza che riveste per il consumatore l’elemento dell’italianità e della provenienza del cibo che acquista, trova riscontro anche nei dati di questa Dop. La produzione certificata dei Salamini Italiani alla Cacciatora Dop ha avuto nel corso del 2020 un andamento decisamente positivo. Chiude infatti il 2020 con un incremento del +8,3% (3.974.074 Kg) rispetto al 2019, anno che a sua volta si era già chiuso positivamente (+8,9% rispetto al 2018).

La buona performance della Dop può essere legata ad un andamento positivo di questo salume nell’ultimo periodo e alle nuove condizioni socio-psicologiche che si sono verificate in conseguenza della pandemia. Le misure per limitare i contagi hanno portato i consumatori a dare la propria preferenza a prodotti confezionati perché considerati più sicuri a livello igienico, veloci da identificare e da scegliere nel punto vendita. Tra questi, non poteva mancare il “comfort food”, come appunto il Salame Cacciatore Italiano Dop, un rifugio fatto di gusto e benessere.

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