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Prodotti integrali, riducono il rischio di mortalità ma sono poco consumati

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Chi ama seguire una dieta sana e sostenibile può sicuramente affidarsi ai prodotti integrali. Riducono, infatti, fino al 24% il rischio di mortalità. Sebbene i loro benefici per la salute siano molteplici, il loro consumo rimane molto basso. La questione è al centro della Giornata mondiale dei prodotti integrali, che si celebra il 19 novembre.

Prodotti integrali, riducono del 24% il rischio di mortalità

Si stima, infatti, che a livello mondiale si consumi meno di un un quarto delle dosi giornaliere consigliate di prodotti integrali. È uno dei temi al centro del dibattito virtuale globale “Building Healthy, Sustainable, and Resilient Food Systems” che si tiene nell’International Whole Grain Day il 19 novembre.

Il cibo integrale contiene fibre alimentari molto importanti che si trovano in cereali, legumi, frutta e verdura. Spesso l’industria alimentare sottopone molti di questi alimenti ad un processo di raffinazione. Il processo è evidente anche nel colore finale dei cibi, come avviene, ad esempio, con la farina bianca.

I prodotti raffinati chimicamente sono alimenti “morti” dal punto di vista nutrizionale, in quanto hanno perso tutte, o quasi, le sostanze benefiche contenute nel chicco, in particolare le fibre.

“Il consumo di 50 g di prodotti integrali al giorno porta a una riduzione del rischio di mortalità fino al 24% – ha sottolineato Patrizia Fracassi, Responsabile della Nutrizione e dei Sistemi Alimentari della Fao -. Purtroppo meno del 50% della popolazione mondiale raggiunge questo livello”.

Sensibilizzazione in tre mosse

La Whole Grain Initiative ha il supporto delle 50 organizzazioni che la costituiscono. Insieme si rivolgono ai Governi per chiedere di adottare delle misure che aiutino l’opinione pubblica a comprendere i benefici legati al consumo di prodotti integrali, proponendo tre misure.

  • Indicazioni dietetiche uniformi che mettano in primo piano i prodotti integrali
  • Etichette sul fronte del pack che riconoscano chiaramente il contributo dei prodotti integrali
  • Campagne informative e di marketing a vantaggio dei prodotti integrali.

Anche Cereal Partners Worldwide (CPW), joint venture tra Nestlé Breakfast Cereals e General Mills, supporta l’appello ai governi. L’operazione è in linea con la sua mission ‘Make Breakfast Better’ e con l’impegno volto a garantire che i cereali integrali costituiscano l’ingrediente principale in più del 99% dei cereali per la prima colazione destinati ai bambini e agli adolescenti. Si mira anche ad un altro obiettivo: che il 100% dei cereali che riportano il contrassegno verde siano fatti con un minimo di 8 g di cereali integrali per porzione.

Sostenibilità ambientale

Questi prodotti non fanno bene solamente alla salute ma anche all’ambiente. Secondo una ricerca di WWF passare a una dieta ricca di prodotti integrali, con frutta, verdura, meno zucchero, meno olio, meno grassi e carne può ridurre la perdita della fauna fino al 46%.

Inoltre può fermare la deforestazione e diminuire almeno del 30% le emissioni di gas dovute alle coltivazioni agricole.

Immagini da Pixabay

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