lunedì, 13 Luglio, 2026

Avocado biologico siciliano, nasce l’olio per ridurre gli scarti

L’avocado di Sicilia, con i suoi appena mille ettari di superficie coltivata, concentrati soprattutto nelle aree costiere della fascia jonica tra Catania e Messina e che si estendono sino alle falde dell’Etna (non oltre i 300 metri sul livello del mare), è una coltura subtropicaleche ha acquisito in Italia una grande dimensione economica. La Sicilia, nonostante sia tra i principali produttori in Italia, riesce a coprire solo il 5% della domanda nazionale, con una produzione totale che in base agli impianti attualmente produttivi non supera le 800 tonnellate all’anno. L’Italia, dunque, importa la quasi totalità della produzione di avocado da paesi europei ed extraeuropei.

Un habitat ideale quello del versante est dell’Etna, con temperature e umidità costanti e terreni ben drenati, profondi e aerati, leggeri e sabbiosi. La maestosità del vulcano, poi, non solo fa da barriera ai venti freddi e mantiene un’umidità costante, ma dona uno straordinario terreno di sabbia vulcanica che costituisce un humus fertile senza pari, fondamentale per la crescita delle piante. Si stima che i terreni sfruttabili nelle fasce costiere ionico e tirreniche possano raggiungere superfici di almeno 5 mila ettari, consentendo il recupero e la valorizzazione di terreni abbandonati, un tempo coltivati a limone; e che il solo mercato italiano possa tranquillamente assorbire a regime, sulla base dei consumi attuali, tutto il potenziale della produzione siciliana.

Da questi dati ha preso le mosse tre anni fa, il progetto «Avocado biologico siciliano: superfood per la valorizzazione delle aree ionico-tirreniche», che si è posto l’obiettivo, fra i tanti, di diffondere un corretto modello di coltivazione dell’avocado che punti ad una standardizzazione dei sistemi colturali agricoli, ad un incremento delle rese per unità di superficie attraverso il miglioramento del numero e della pezzatura dei frutti e ad una gestione delle malattie con strategie innovative ed ecosostenibili. Un altro obbiettivo è ridurre l’alternanza di produzione, tenendo conto che le tre varietà maggiormente coltivate in Sicilia Hass (90%), Fuerte e Bacon (10%) coprono un calendario di commercializzazione da novembre a marzo, mentre la grande distribuzione organizzata incalza per una copertura annuale.

C’è poi l’esigenza di ridurre e riutilizzare lo scarto. Partendo da quest’ultimo punto, il progetto ha visto la nascita del primo olio di avocado siciliano, un prodotto Super Food, di alto pregio, che potrà essere proposto come una diversificazione delle attività agricole utilizzando lo scarto non idoneo alla commercializzazione.

I risultati di progetto sono stati illustrati nel corso del convegno finale che si è tenuto al Dipartimento Agricoltura, Ambiente, Alimentazione, Di3A, che è partner scientifico. Il Di3A, in particolare, ha coordinato i gruppi di ricerca con i responsabili scientifici, i docenti Alberto Continella e Giancarlo Polizzi, e affiancato l’innovation broker Antonino Azzaro, agronomo, e le 9 aziende («ionica», ente capofila, cooperativa Dal Tropico; Metaponto, Leonardi Maria, Lorenzo Vetrano e Green Life; la società Di.Comm., di logistica e commercializzazione; lo spin-off universitario Agriunitech srl).

Ultimi articoli

Danilo Li Muli premiato a Sicilia d’Autore:  il visionario che trasforma le idee in arancine iconiche

L'inventore di KePalle è stato insignito del Tappeto Rosso 2026. Sul palco ha dedicato il riconoscimento alla moglie Eva Polanska, figura centrale nella storia del brand

Il lambrusco a «Sicilia in bolle» per sposare la cucina mediterranea

Una masterclass alla Valle dei Templi di Agrigento per guidare il pubblico all'abbinamento perfetto di quattro etichette del vino emiliano, un prodotto che riesce ad accompagnare anche il pesce oltre a carni e salumi

A Porticello sulla terrazza a mare il villaggio globale della gastronomia

Dall'8 al 12 luglio una manifestazione che porta a Piano Stenditore dall'alta cucina alla pizza gourmet, dallo street food alla pasticceria siciliana. Cook Magazine organizzerà i talk. La sera musica

L’under 30 Gabriella Favara nuovo presidente di Assovini Sicilia

Il neo eletto Consiglio di amministrazione è integralmente rappresentato dai giovani del gruppo Generazione Next

Non perderti

Agata Fiasconaro in incognito fra i dipendenti: su Rai2 è protagonista a «Boss in incognito»

La brand manager dell'azienda dolciaria di Castelbuono, assieme ad Elettra Lamborghini, affiancherà il team in tutte le fasi chiave della produzione

Palermo: fine dining tra le cupole normanne ed il Mediterraneo

Seven Restaurant Rooftop Garden a Palermo: cucina fine dining, mixology d’autore e vista sulle cupole storiche.

Spreco alimentare in Europa: l’Italia tra i paesi che gettano più cibo

Con 555,8 grammi a settimana pro capite supera Germania, Francia e Spagna

Pasqua 2026: Fiasconaro tra sapori autentici e confezioni che raccontano la tradizione

Un trionfo di design e sapori identitari della Sicilia. Protagonista la Colomba con canditi di pesca di Leonforte e mandorle. Il packaging diventa strumento di storytelling

Come cucinare le graffe perfette, 4 errori da non commettere

Come ogni ricetta regionale che si rispetti, anche questa delle graffe ha le sue varianti e ognuno ama la propria. In qualsiasi modo le prepariate, dovete evitare questi 4 errori

Non perderti

Pro Loco e Borghi Genius Loci alleati per custodire l’identità dei territori italiani

Con la firma del protocollo d’intesa fra Unpli e Rete De.Co. nasce un sodalizio che punta a rafforzare il ruolo delle comunità locali, promuovere le produzioni e costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile fondati sul patrimonio culturale, sociale ed enogastronomico dei piccoli centri

Nuovo traguardo per Prezzemolo & Vitale: il ceo Giusi Vitale è Cavaliere del Lavoro

Fondatrice dell'azienda assieme al marito, è partita nel 1986 da una bottega con prodotti alimentari di qualità. Oggi vanta dieci punti vendita a Palermo e sei a Londra. Le congratulazioni di Schifani, Lagalla, Di Dio e Varchi

Pantelleria, al via il percorso De.Co. per trasformare l’identità dell’isola in modello di sviluppo

La giunta D’Ancona intende dotare il territorio di uno strumento capace di tutelare non soltanto produzioni agroalimentari e paesaggi storici, ma soprattutto il patrimonio immateriale costituito da saperi, pratiche comunitarie e memoria collettiva