Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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Ristorazione
DAL 1951

La storica pasticceria Cavalletti di Roma compie 70 anni e fa il bis con una nuova veste

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La pasticceria Cavalletti di Roma, nota per la sua leggendaria torta Millefoglie, compie 70 anni e fa il bis in via di Vigna Stelluti 204. Sin dal 1951 sforna ogni giorno la sua originale Millefoglie, nel 2020, anno della pandemia, ha rischiato di chiudere. Adesso è pronta a rinascere con uno store in versione boutique dal design di ultima generazione.

La storica pasticceria Cavalletti di Roma compie 70 anni e fa il bis con una nuova veste

La pandemia di Coronavirus non ha guardato in faccia a nessuno. Sono molti i nomi illustri della pasticceria e della ristorazione che non hanno retto al peso economico delle chiusure forzate, abbassando la saracinesca per sempre. Anche la pasticceria Cavalletti di Roma, un’istituzione di via Nemorense, ha rischiato di chiudere definitivamente. Roma e l’Italia intera avrebbero perso un punto fermo della pasticceria. Oggi, grazie alla nuova gestione di Christian Delle Fave, Cavalletti è pronta a rinascere con un nuovo progetto.

Cavalletti ormai è un’istituzione. La sua torta Millefoglie, nella versione originale con i sontuosi tre piani farciti alla crema chantilly aromatizzata al Marsala, è una leggenda. La pasticceria però sforna anche altre specialità dolci che l’hanno consacrata tra le migliori del Belpaese.

L’imprenditore Christian Delle Fave, veterano nel comparto food, ne ha preso le redini e si prepara ad inaugurare una nuova “epoca Cavalletti”, in perfetto equilibrio fra rispetto della tradizione e visione contemporanea dell’arte pasticcera.

Nessuno sconvolgimento. La pasticceria Cavalletti classica rimane insieme al suo patrimonio di ricette e alla maestria artigianale che per settant’anni hanno regnato nelle cucine di via Nemorense. Adesso il laboratorio si sdoppia indossando  una nuova veste con l’intenzione di rinnovare e replicare la formula Cavalletti, proiettandola anche sul mercato internazionale con nuovi format e soluzioni.

“Non potevo lasciare che la città perdesse una delle sue pasticcerie più iconiche, – commenta Delle Fave – Cavalletti è un autentico orgoglio di Roma. Per questo, quando sono subentrato alla sua gestione, ho voluto che nella casa madre di via Nemorense tutto rimanesse invariato: dal pastry chef Valter Luzi, che da 25 anni ne guida la cucina, fino al lungobanco-vetrina. L’eccellenza non si cambia. Ma sentivo che doveva essere il punto di partenza di una rinascita capace di traghettare l’inestimabile know-how del marchio fuori dal quartiere Trieste verso un futuro tra avanguardia e stile metropolitano”.

La nuova apertura diretta da Simone Braghetta

È in questa prospettiva che ha preso vita il progetto di uno store Cavalletti in versione boutique dal design di ultima generazione. Una sorta di gioielleria del gusto, avvolta nelle sfumature del blu (storico colore aziendale) e diretta da Simone Braghetta.

Per la nuova apertura, Braghetta ha messo a punto una proposta gastronomica tra i babà, le torte sacher, pastiere napoletane o cassate siciliane, poi il celebre tiramisù senza mascarpone di Cavalletti, torroni, croccanti, montblanc e i dolci tipici romaneschi come pangiallo, castagnaccio e panpepato. Ma anche croissant e una collezione di baby Millefoglie alle fragoline di bosco, alla crema pasticcera, al pistacchio, cioccolato, gianduia o con i marron glacé.

“Qualità, creatività e innovazione sono i cardini di questa operazione – dice Braghetta – La pasticceria di via Nemorense e quella di Vigna Stelluti hanno stesse radici ma identità diverse, condividono un’appassionata cura per la qualità ma scelgono stili differenti. Rappresentano le due facce di Cavalletti, l’una ne racchiude la storia e l’altra ne traccia il futuro”.

Rosanna Pasta

La passione per la scrittura è nata con la lettura, così ho deciso di specializzarmi in Editoria e scrittura all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Quando sono rientrata a Palermo, mi sono imbattuta quasi per caso nella scrittura giornalistica tramite alcune collaborazioni e adesso non posso più farne a meno. Ammiro chi sa cucinare e abbinare profumi e sapori, un giorno imparerò pure io, intanto mi diletto a raccontarvi le loro opere.

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