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Hotellerie

Il settore alberghiero italiano. Che cosa emerge dal rapporto 2019 di Horwath HTL

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In Italia il comparto turistico contribuisce al PIL con il 13%. L’andamento di questo settore chiave per l’economia italiana negli ultimi anni è stato più che positivo. Questo è quanto emerge anche dal rapporto 2019 “Hotels & Chains”, ricco di numeri e grafici, presentato durante la Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2020 dalla società di consulenza Horwath HTL in collaborazione con l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi e la partnership di CDP Investimenti SGR Spa. In questo contesto complessivo anche il settore alberghiero segue lo stesso andamento positivo.  

Alcuni presupposti che confermano questo trend

Nel periodo 2013-2018 Italia si posiziona tra i cinque paesi europei che si dividono la quota del mercato europeo in termini di arrivi aeroportuali insieme a Germania, Francia, Spagna e Inghilterra (fonte: Assoaeroporti e diverse autorità aeronautiche internazionali).

Osservare il traffico aeroportuale presenta una prospettiva interessante sull’andamento del business anche per gli hotel. Gli arrivi internazionali in Italia sono cresciuti del 6% negli ultimi 5 anni. Nel 2018 la crescita rispetto all’anno precedente è stata addirittura del 7,4%.

Non meno significativo e importante per il settore è il superamento degli arrivi dall’estero rispetto a quelli nazionali.  

L’Europa si conferma meta preferita per gli eventi congressuali. L’Italia si trova tra le prime cinque destinazioni prescelte e insieme alla Spagna registra questo trend in crescita. (fonte ICCA)

Caratteristiche degli alberghi italiani

L’Italia oggi risponde alla sempre più crescente domanda con circa 33.000 alberghi e oltre 1 milione di camere. Il settore alberghiero italiano si caratterizza con moltissime piccole strutture a gestione famigliare. La tendenza ad oggi è quella della diminuzione degli alberghi di categoria economica, e l’aumento di quelli di categoria superiore. 

Catene alberghiere in cifre

I brand in Italia sono 240 (anno 2018), un dato tra i più alti d’Europa che suscita crescente interesse negli operatori internazionali.

Sempre nello stesso anno il numero di hotel gestiti da catene ha registrato un robusto aumento di +6,5% rispetto al 2017 raggiungendo le 1.584 unità con una differenza di 96 strutture rispetto all’anno precedente. Si tratta di una crescita molto significativa e corrisponde in media a 8 nuovi hotel al mese. 

Per il numero di camere invece l’aumento registrato è di +4,7% per un totale di circa 172.000 camere.

La penetrazione delle catene alberghiere nel periodo 2013-2018 ha raggiunto +4,8% mentre quella del numero di camere è del 15,8%.

Nonostante le catene abbiano un ruolo sempre più crescente nell’alzare il livello medio dell’offerta, in Italia, rispetto agli altri paesi europei la presenza complessiva di hotel di catena è ancora relativamente bassa ed è concentrata soprattutto nelle città marittime, d’arte, o di business.

I brand di catene alberghiere in Italia

La presenza di brand nel Paese è soprattutto nazionale, in totale 143. Le catene internazionali sono invece 97 di diverse nazionalità: Stati Uniti, Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Austria, Belgio, Israele , Taiwan e molti altri. Nel 2018 i quattro brand esteri che hanno aperto in Italia per la prima volta sono: Sentido di Thomas Cook, The Student Hotel, London + Collezione regionale e Radisson.

Le prime 10 catene alberghiere per fatturato

Per la prima volta in Italia uno studio, come quello preparato per il report 2019 copre la performance dei ricavi aggregati per cluster composto dai primi 10 principali operatori italiani classificati in base al fatturato.

Nel 2017 Starhotels ha generato i più alti ricavi operativi totali tra gli operatori italiani, seguito da Gruppo UNA e Aeroviaggi. 

Ecco la classifica completa:

STARHOTELS

 24 hotel, 3.669 camere

Gruppo UNA       

36 hotel, 5.034 camere

AEROVIAGGI                                                          

14 hotel, 3.183 camere

ITI HOTELS                                                              

39 hotel, 4.604 camere

TH Resorts                                                                  

22 hotel, 4.645 camere

DELPHINA                                                                

8 hotel, 1.527 camere

Blu HOTELS     

30 hotel, 3.372 camere

BLUSERENA   

11 hotel, 3.920 camere

JSH Hotels Collection 

13 hotel, 2.671 camere

PARC HOTELS ITALIA 

13 hotel, 2.004 camere

In termine di numero di camere Roma è in testa con 20.782 camere, seguita da Milano con 15.061, Venezia con 5.955, Firenze con 4.967 e Bologna con 3.441. Le catene sono distribuite su 468 destinazioni in Italia.

Che cosa dicono gli esperti del settore

«Per la prima volta in Italia si traccia l’identikit dei primi 10 gruppi italiani per fatturato; un cluster, che oggi vale il 20% del totale delle camere di catena e che nel 2017 ha fatturato 870 mln di euro. Secondo le nostre previsioni, il cluster supererà 1 mld di fatturato nel 2020».

Zoran Bacic (Senior Partner & Managing Director Horwarh HTL)

«I dati del 2018 che emergono dal rapporto confermano le principali tendenze positive del settore turistico percepite negli ultimi anni. Si registra infatti una crescente penetrazione di catene alberghiere e marchi nazionali e internazionali, crescente volume delle transazioni alberghiere da parte di investitori professionali e processo di consolidamento visibile delle società di gestione alberghiera.»

Marco Sangiorgio (General Manager CDP Investimenti SGR)

« Il turismo, e ancor più l’industria dell’ospitalità, sta attraversando un periodo di profonda e rapida trasformazione. Gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione mondiale del turismo confermano che l’industria italiana del turismo è perfettamente in salute».

Giorgio Palmucci (Presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi)

Per concludere

Le previsioni sul futuro andamento del settore turistico che emergono dal report saranno smentite a causa dell’emergenza sanitaria in cui stiamo vivendo. Grazie alle lezioni on line che la nostra università ha prontamente attivato stiamo apprendendo proprio in questi mesi quanto la necessità di reagire rapidamente, con grande responsabilità e competenza sia determinante per la buona riuscita di ogni attività. A maggior ragione questo approccio sarà fondamentale per far fronte alla crisi. Seguiamo con attenzione tutte le notizie che riguardano il settore e siamo fiduciosi per la sua pronta ripresa.Testo: Miglena Atanassova

MICO

I laureandi del corso di “Made in Italy Cibo e Ospitalità” (MICO) dell’Universita’ per stranieri di Perugia, coordinati dal docente prof. Paolo Guidi (www.guidipaolo.it) collaborano con CookMagazine. i loro articoli saranno pubblicati con in coda i nomi di tutti i ragazzi che hanno redatto il pezzo.

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