Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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Beverage
LA RECENSIONE

Il Rosé di Zio Paolo e la magia del frappato, quando il rosa siciliano “funziona”

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I rosati siciliani hanno spesso un problema, sono poco rosati. Si punta troppo spesso sul Nero d’Avola, grande uva ma forse non troppo adatta, poco versatile ad essere virata in pink.

Io lavoro in sala e so che chi ti chiede un rosè non ti sta chiedendo un rosso scarico, un rosso non rosso, un quasi rosso… Ti sta chiedendo un vino chiaro, fresco, con la visiva color buccia di cipolla che ti porta subito, col pensiero, sulla Croissette. Per questo i rosati siciliani vanno poco e sono sempre le bottiglie che languono nelle wine list, anno dopo anno, mentre i loro cugini pugliesi o abruzzesi furoreggiano. Da qui il cliché che la Sicilia non sia terra per rosati e bla bla.

E se invece l’uva da virare in pink fosse il frappato? Il Rosè di Zio Paolo 2020 di Vino Lauria è infatti un frappato. Lo produce Vito Lauria ad Alcamo. Erano anni che non aprivo rosato siciliano che dissetasse, un vino che sembra nato per i tramonti sul mare.

Visiva marsigliese, naso fresco minerale con note iodate e piccanti spezie birichine. Assenti, per fortuna, quelle sensazioni di lampone nemiche di ogni piacevolezza e dinamica in un rosè. In bocca finalmente, freschezza, finezza e humor! Ampio, dinamico e appagante con una piacevole chiusura amaricante, come settembre.

Uno dei migliori rosati in Sicilia. Non amo le classifiche, i punteggi in centesimi, i numeri: col vino sono sempre sbagliati come per le persone. Preferisco dire che è un rosato che emoziona e disseta, niente di più niente di meno. Non credo sia poco. La canzone che ci abbinerei? Beh, ovviamente Pink Wine, lui si chiama St. Paul de Vence.

Stefano Bagnacani

Sommelier, wine writer e wine consultant, vive a Palermo.

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