Le fiamme in California assediano i vigneti della Napa Valley e di Sonoma County, mettendo in pericolo il 10% del vino mondiale.
Lo rileva in una nota la Coldiretti, riferendosi allo stop imposto dalle fiamme. La California ha infatti raggiunto quasi il 10% della produzione mondiale di vino come «risultato di una crescita vorticosa delle coltivazioni che ha consentito agli Usa di diventare il quarto produttore di vino a livello globale dopo Italia, Francia e Spagna, con una quantità di 24 milioni di ettolitri». I primi vigneti negli Stati Uniti sono stati piantati nella Napa Valley negli anni ’60 e da allora si è verificata una continua crescita nella produzione e nella domanda, tanto che gli Stati Uniti sono diventati il primo consumatore mondiale di vino, con 33 milioni di ettolitri.
Il presidente americano, Donald Trump, ha firmato la proclamazione dello stato di calamità naturale per gli oltre 500 incendi che stanno devastando alcune aree della California, nonostante le polemiche dei giorni scorsi quando aveva accusato il Golden State per la mancata pulizia delle foreste da foglie e alberi caduti.
Il provvedimento presidenziale permetterà alla California di attingere ai fondi federali per gli interventi nelle contee più colpite: Lake, Napa, San Mateo, Santa Cruz, Solano, Sonoma e Yolo.
I roghi, causati per lo più dalle migliaia di fulmini senza pioggia che si sono abbattuti sullo Stato, hanno già causato sei morti e 175 mila sfollati e hanno distrutto 400.000 ettari di vegetazione e centinaia di case.
In una sola settimana due fronti di incendi fuori controllo in California hanno distrutto oltre 400.000 ettari di vegetazione e centinaia di abitazioni, per lo più nell’area attorno alla Baia di San Francisco. Cifre che fanno di queste due ondata di fuoco la seconda e la terza più grave della storia del Golden State. Lo rende noto il National Weather Service, il servizio meteo statunitense. «Il peggio non è ancora alle nostre spalle. Siamo nel pieno della battaglia», ha dichiarato, citato da un tweet dell’agenzia AP, il capo dei vigili del fuoco californiani (Cal Fire), Thom Porter, che ha ricordato come le fiamme – ben 585 i focolai – siano alimentate dal caldo torrido e secco, dai venti e da almeno 12.000 fulmini senza pioggia registrati.
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