Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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Beverage

Casa Grazia racconta il territorio di Gela attraverso i suoi vini con femminilità e determinazione

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Casa Grazia presenta – sul prato fronte mare del Circolo Velico Sferracavallo – le prime annate prodotte in biologico dei bianchi, Grillo e Moscato, e le tre declinazioni del Frappato.

Sono le parole emozionate e spontanee di Maria Grazia Di Francesco, titolare di Casa Grazia, a raccontarci il percorso che, per amore del marito, l’ha portata a gestire con passione l’azienda e a raggiungere sempre più risultati  nella valorizzazione, attraverso il vino,  di un territorio intriso di pregiudizi. L’azienda si trova, infatti, nel comune di Gela, ed è qui che questa tenace “Donna del vino” fa scoprire un luogo affascinante come la  Riserva Naturale Orientata del Lago Biviere, dove è possibile produrre vini di qualità espressione del territorio.

«Per noi fare vino – dice Maria Grazia Di Francesco – è come tuffarsi a capofitto dentro la bellezza di questo areale, strapieno di difficoltà, ma che sa ripagare appieno con grande spontaneità chi avrà occhi e pazienza per ammirarlo ed aspettarlo. Io sono così, naturale ed istintiva come il mio territorio. E sono felice di essere uno degli attori della rinascita di una terra che ha tanto da esprimere».

Tradizione contadina, quella di Casa Grazia, che affonda le radici nei primi anni del ‘900, che prosegue con la produzione delle uve sin dagli anni ’80 e che, infine, griffa nel 2005 l’incipit di una meravigliosa avventura: proprio sedici anni fa, infatti, prende vita il progetto aziendale della chiusura della filiera e viene imbottigliato il primo vino.

Viticoltura moderna con un occhio di riguardo sempre alle antiche tradizioni di territorio, dove a regnare è uno straordinario microclima costiero, sempre condizionato e favorito da due naturali volani termici ambientali come la materna presenza del Lago Biviere con la sua acqua salata nella Riserva Naturale Orientata e come l’energia dinamica del mar Mediterraneo, che governano 50 ettari di terreno di matrice calcareo-sabbiosa.

Il 2020 è stato l’anno della certificazione “bio”, trasparente passaporto del contributo di Maria Grazia Di Francesco alla qualità e alla sostenibilità di questo areale di Sicilia, terroir esclusivo grazie ai terreni e al microclima. Le annate dei due bianchi e delle due versioni di Frappato, spumante rosato e rosso fermo, in uscita in questo 2021 sono le prime a portare addosso questo vessillo green.

Una bollicina rosé, due bianchi e cinque rossi. Il creatore delle otto etichette è quel talentuoso di Tonino Guzzo, enologo di fama nazionale, antesignano della rinascita del vino in Sicilia e artefice di tante perle dell’enologia regionale. Tra i suoi grandi punti di forza anche quel “tocco magico” di saper riuscire ad esaltare il patrimonio caratteristico racchiuso dentro i monovarietali siciliani.

Casa Grazia produce otto vini, ma una sorpresa è in cantiere, il nuovo Cerasuolo di Vittoria, versione Classico, che farà da augurio per l’inaugurazione della nuova cantina appena ultimata.
Tutti i vini stillano un vigoroso, ma al contempo assennato, equilibrio tra carattere ed eleganza. Maria Grazia Di Francesco è legata ad ogni suo singolo vino, un amore esplicato anche nella semantica dei nomi. Ma è con uno che risulta una sensibile simbiosi: il “Victorya 1607”, Cerasuolo di Vittoria ’19 dal nome evocativo, cordiale tributo ad una nobildonna, Vittoria Colonna Enriquez, contessa consorte e reggente di Modica, che nel 1607, proprio in concomitanza della fondazione della città di Vittoria, fece un gesto caritatevole e regalò a 75 coloni due ettari di terreno ciascuno, a patto e condizione che ne coltivino almeno uno a vigneto. L’annata ’19 del Cerasuolo di Vittoria “Victorya 1607” ha appena ricevuto dal prestigiosio “Decanter Wolrld Wine Awards 2021” la Gold Medal con 96/100. Un vino elegante e con sensazioni balsamiche che si rende piacevole ad ogni sorso.

Il GrilloZahara” ‘20, vino fortemente voluto dall’azienda, conferma la sua precisa corrispondenza al vitigno. Dalla sapidità avvolgente e gran piacevolezza di beva ricca di sensazioni di zagara, pera Williams, melone giallo, erbe aromatiche e spezie dolci. Grillo pronto a sfidare il tempo, confermando la lungimiranza dell’enologo Guzzo, strenuo sostenitore della longevità dei bianchi siciliani.

Il Moscato BiancoAdorè” ‘20, invece, è frutto di un’eredità lasciata dai Salesiani all’acquisto dei terreni. Un Moscato che sorprende per la sua ricchezza di profumi mai stucchevole, dove emergono sensazioni di fiori, buccia di banana, scorza di agrumi, passion fruit e soprattutto per i suoi ricordi di citronella e macchia mediterranea. Dal sorso rinfrescante, armonioso e speziato l’Adorè è stato insignito nel 2018 con la Gran Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles, il più prestigioso concorso internazionale dei vini al mondo, per l’annata 2017.

Il FrappatoLaetitya” ‘19, assieme alla sua coniugazione spumante in rosa, il Metodo CharmatEuphorya”’20, fanno parte dell’anima aziendale. In primis perché il territorio è elettivo per quest’uva che riscuote immediato successo in entrambe le versioni. Freschezza ed immediatezza, sono le note comuni distintive delle due energie differenti dello stesso vitigno: lo spumante le manifesta con il perlage che sprigiona note croccanti di rosa, melograno, lampone; il rosso con i suoi piccoli frutti rossi e dolce speziatura.

 

Appassionata sostenitrice del mondo del vino. Attraverso la sua agenzia, Cru Vision, si dedica alla formazione aziendale e alla comunicazione per il settore enogastronomico. È la responsabile sezione vino di Cook Magazine e scrive sul suo blog Sicilianwinegirl di storie di vini, vignaioli e territori che le fanno brillare gli occhi e le riempiono il cuore.

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