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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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LEVATA DI SCUDI

Scontro Prosecco vs Prosek, l’Ue verso l’approvazione ma l’Italia non ci sta

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Dall’Italia una vera e propria bufera si è abbattuta sulla Commissione dell’Unione Europea che si avvia verso il riconoscimento del vino Prosek in Croazia. Il Belpaese si oppone, perché il nome è troppo simile al nostro Prosecco e concedere un tale riconoscimento andrebbe a danneggiare la filiera produttiva italiana, creando confusione nei consumatori meno esperti.

L’Ue si difende dicendo che il vino Prosek non avrebbe nulla in comune con il Prosecco, dal momento che si tratta di due categorie diverse, ma sono il molti ad alzare gli scudi. Invece di tutelare la denominazione europea, si andrebbe contro.

Confagri: Su Prosek siamo contrari alla decisione Ue

“Siamo contrari a questa decisione della Commissione, come lo è stato già il nostro Ministero che si è opposto alla decisione all’epoca. Non ci tranquillizza affatto quello che la Commissione dice, ovvero che: “Non si tratta di omonimia e che non vi è alcun rischio di confusione da parte del consumatore”. Il vino Prosek, infatti, secondo la Commissione non avrebbe nulla in comune con il Prosecco, appartenendo a due categorie di prodotto diverse, e venduto in bottiglie diverse tra loro”. Così Confagricoltura commenta la decisione della Commissione europea di procedere alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della domanda di registrazione della menzione tradizionale “Prosek” da parte delle autorità croate.

Ad avviso di Confagricoltura, il pericolo di confusione da parte soprattutto di coloro che non conoscono il prodotto (ma solo il nome) è grande e potrebbe indurre in reale inganno chi acquista il prodotto. “Le vendite del Prosecco hanno trainato il nostro export – aggiunge l’associazione – negli ultimi anni e anche nel periodo di pandemia hanno tenuto bene, a sostegno di tutta la filiera produttiva delle regioni interessate. Non è ammissibile – conclude – che tale filiera, così importante non solo per la viticoltura italiana, ma anche europea, che ha lavorato con dedizione all’affermazione di queste importanti DOP nel mondo, venga danneggiata per proteggere la menzione Prosek della Croazia”.

Cia: Grave se l’Ue va verso il riconoscimento del Prosek

“Se la commissione UE dovesse procedere al riconoscimento della menzione Prosek si tratterebbe di registrare una posizione della commissione incoerente e ai limiti della follia, che andrebbe contro le denominazioni europee, anziché a tutela. Un fatto grave contro il quale combatteremo a difesa del nostri produttori di Prosecco Italiano”. Così commenta la Cia la decisione della Commissione europea di procedere alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della domanda di registrazione della menzione tradizionale “Prosek” da parte delle autorità croate.

“Da quanto abbiamo appreso – continua l’associazione – la Commissione ha risposto seguendo la procedura, ovviamente l’auspicio è che la Commissione non proceda. Dovremmo capire come i soggetti interessati potranno presentare obiezioni e farci promotori eventualmente. L’unico vero prosecco – conclude Cia- è quello prodotto nei nostri territori e ci batteremo su questo fronte”.

Mipaaf: Sbagliato il riconoscimento Prosek, il Ministero si opporrà

“La decisione della Commissione Europea sul riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek è sbagliata. Il Ministero si è già opposto a questo riconoscimento e utilizzerà ogni argomentazione utile per respingere la domanda di registrazione promossa dalla Croazia, anche appellandosi ai principi di tutela espressi dalla Corte di Giustizia in casi analoghi, come ad esempio avvenuto nel recentissimo caso dello “Champanillo” spagnolo”. Così il ministero delle Politiche agricole in una nota.

Consorzio Docg: Minacciato l’impegno dei viticoltori

“La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE della domanda di registrazione del prodotto croato denominato Prosek é sconcertante: l’impegno e la fatica dei viticoltori del Conegliano Valdobbiadene sono concretamente minacciati, così come lo è un prodotto simbolo del made in Italy”. E’ quanto ha dichiarato Elvira Bortolomiol, Presidente del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.

“Dobbiamo fare squadra per proteggere il nostro prodotto e il nome Prosecco – aggiunge – ma anche per non creare pericolosi precedenti. L’Italia é ricca di prodotti simbolo amati in tutto il mondo e la loro difesa è fondamentale per l’economia italiana”.

Coldiretti: L’ok a Prosek contraddice la sentenza Corte di giustizia

“E’ necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi come in Argentina e Australia”.

Dopo la pubblicazione in Gazzetta – riferisce la Coldiretti – “tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un’obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale”.

“Una decisione per Coldiretti che colpisce “il prestigioso vino italiano proprio mentre fa segnare un incremento a doppia cifra nelle vendite mondiali per effetto della voglia dei consumatori stranieri di tornare a brindare con le bollicine Made in Italy dopo la lunga astinenza per effetto della chiusura dei ristoranti e degli ostacoli alle esportazioni legate alla pandemia”.

La decisione della Commissione Europea cade a pochi giorni dalla storica sentenza della Corte di Giustizia Ue che si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo di termini storpiati o grafiche per richiamare tipicità protette dalle norme Ue. Il caso è nato, spiega Coldiretti, dal ricorso del Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC), organismo per la tutela degli interessi dei produttori di champagne, contro una catena di bar spagnoli che usa il nome “Champanillo” (che in lingua spagnola significa «piccolo champagne») per promuovere i locali, con un supporto grafico raffigurante due coppe riempite di una bevanda spumante.

Centinaio: Bloccheremo un precedente pericoloso

“Nei confronti di uno dei prodotti simbolo del nostro Made in Italy da Bruxelles arriva una decisione gravissima e con cui di fatto l’Europa smentisce se stessa”. Così il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, commenta il via libera della Commissione Ue al riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prošek.

“Solo pochi giorni fa – sottolinea Centinaio – la Corte di giustizia europea era stata molto chiara intervenendo sulla querelle fra Francia e Spagna sul caso Champanillo. Per i giudici, il regolamento Ue protegge le Dop da condotte relative sia a prodotti che a servizi e può sussistere evocazione di una IGP o di una Dop qualora, trattandosi di prodotti di apparenza analoga, vi sia un’affinità fonetica e visiva tra l’Igp o la Dop e il segno contestato. Ci sembra sia proprio il caso del Prosecco e del Prošek”.

“La nostra denominazione – nota il sottosegretario – è inoltre strettamente legata a un territorio ben definito. Un valore riconosciuto anche dall’Unesco che ha iscritto le colline del Prosecco nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità. Vanno tutelati gli operatori agricoli e gli sforzi fatti per ottenere prodotti di qualità e impedire che terzi si possano avvantaggiare abusivamente della notorietà che deriva dalla qualità di tali prodotti. Ci opporremo in ogni sede e con tutti gli strumenti a disposizione contro una scelta irrazionale e lesiva di una nostra eccellenza apprezzata in tutto il mondo”.

“Nei due mesi di tempo che abbiamo a disposizione per bloccare questa decisione assurda dobbiamo fare ora più che mai sistema, all’interno e con gli altri paesi, per dire un fermo no a quello che può trasformarsi in un precedente molto pericoloso per tutto il Made in Italy”, conclude Centinaio.

La passione per la scrittura è nata con la lettura, così ho deciso di specializzarmi in Editoria e scrittura all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Quando sono rientrata a Palermo, mi sono imbattuta quasi per caso nella scrittura giornalistica tramite alcune collaborazioni e adesso non posso più farne a meno. Ammiro chi sa cucinare e abbinare profumi e sapori, un giorno imparerò pure io, intanto mi diletto a raccontarvi le loro opere.

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