La crisi generata dalla pandemia di Coronavirus ha colpito diversi settori tra cui quello alimentare. Nel 2020 la produzione alimentare, infatti, ha registrato un calo del 2,5%. Numeri apparentemente piccoli, che hanno comunque permesso di reggere la crisi. Il calo del 2020 però è il peggiore da più di vent’anni.
Il 2020 è stato l’anno della pandemia di Covid 19. Con la diffusione del virus e le misure per limitare i contagi, sono cambiate anche le abitudini quotidiane, sia a tavola che fuori. Stare a casa ci spinti a prestare maggiore attenzione alla qualità di ciò che mangiamo, alla provenienza e alla filiera. Tutto questo si è riversato, naturalmente, sul carrello della spesa e sulla produzione.
Un anno da record, ancora una volta in negativo. Nel 2020 la produzione alimentare ha registrato un calo del 2,5%. Si tratta del peggiore a livello annuale registrato dalla produzione alimentare da oltre vent’anni. E’ quanto emerso nel corso dell’assemblea nazionale di Confindustria Unione Italiana Food, l’associazione che rappresenta oltre 450 aziende appartenenti a 20 settori produttivi diversi.
“La situazione di grave crisi pandemica esplosa nel 2020 ha avuto un impatto enorme su tutti i comparti economici, compresi quelli di Unionfood”, afferma il Presidente Marco Lavazza.
“Anche nel momento più critico della pandemia siamo riusciti a garantire le forniture di cibo, senza soluzione di continuità. Ognuno ha fatto del suo meglio, ma un ringraziamento speciale va a tutti i lavoratori, che in un periodo di difficoltà così unico, non si sono sottratti a quanto richiesto”.
Gli italiani però non perdono le loro buone abitudini. L’amore per la pasta rimane immutato e fa registrare un aumento dell’11% a volume. Resistono anche i surgelati che, nonostante le chiusure delle mense e degli esercizi pubblici ha segnato un +12% a volume. Aumentano del 18% pure i sughi pronti.
Bene anche i prodotti da prima colazione come ad esempio la biscotteria, che ha segnato un + 16% grazie anche ai numerosi sforzi in innovazione di prodotto ma soprattutto perché la colazione è diventata forzosamente “casalinga” e il cioccolato in tavoletta, protagonista di molte ricette fatte in casa, con un +7%.
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