Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2
Autore

Federica Raccuglia

Esplorazione

Cambiano le stagioni e riaffiorano i sapori autunnali più amati, da rielaborare e valorizzare al meglio. Enrico Crippa, chef pluristellato del ristorante Piazza Duomo ad Alba, ci guida così nei giorni autunnali evocando profumi e colori avvolgenti che nella sua cucina si traducono in materie prime stagionali e locali. Nasce così il piatto del mese, “Pernice con salsa al pepe e verdure dell’oro“.

“Con l’arrivo dell’autunno, in Piemonte inizia la stagione più ricca, soprattutto per la cucina di Langhe e Roero, che meglio si esprime in questo periodo – racconta lo chef – La terra e la natura offrono prodotti saporiti: dalle nocciole e passando per le vigne, i funghi, le castagne e i tartufi bianchi, non dimenticando i primi formaggi d’alpeggio stagionati, per concludere con un ingrediente speciale e raro, come la selvaggina.”

La selvaggina in tavola è, infatti, una tradizione dell’Italia rurale che per secoli ha avuto i migratori come unica fonte di proteine, arrivando così a occupare pagine decisive nel ricettario della cucina. Lo chef Crippa apprezza particolarmente la pernice, un tipo di selvaggina che, con la sua carne bianca e gustosa, meglio si presta per svariate preparazioni, soprattutto in abbinamento con il tartufo.

Il piatto del mese dello chef Enrico Crippa

Per il piatto del mese si procede pulendo la carne dalle piume e dalle interiora, la si lascia poi frollare un paio di giorni in frigorifero e successivamente si dividono le cosce dal busto. Al momento della cottura, le cosce si fanno arrostire lentamente finché non diventano morbide; il petto invece lo si cuoce sulla carcassa per mantenere le carni umide e succose. Terminata questa prima cottura, si prepara poi la salsa di accompagnamento, deglassando con il cognac la padella, si aggiunge il fondo di cottura e il pepe macinato fresco. In questa versione di inizio autunno, con il clima ancora tiepido, si abbinano verdure fresche come le carote dell’orto e un cuore di insalata.

Il ristorante Piazza Duomo

Dall’incontro tra la famiglia Ceretto ed Enrico Crippa, nasce nel 2005 il ristorante Piazza Duomo ad Alba, tre stelle Michelin dal 2012. Conscio fin dagli esordi della ricchezza e della varietà offerta dai prodotti locali, Crippa ha portato la sua esperienza internazionale in un territorio dalle tradizioni radicate come quello delle Langhe, proponendo sapori inusuali pur mantenendo un occhio di riguardo e di rispetto per gli ingredienti del luogo. Il filo conduttore è l’utilizzo di materie prime d’eccellenza, accuratamente selezionate nel rispetto delle ststagioni e poi trasformate abilmente in opera d’arte, come solo gli chef di talento sanno fare

Laura Piscopo è la Miglior Sommelier della Sicilia. Il Premio è stato assegnato dall’Associazione AIS Sicilia Sommelier al ristorante Madison di Realmonte in occasione della settima edizione di Sicilia in Bolle. La giovane sommelier – attualmente head sommelier al ristorante La Lampara di Sciacca – ha avuto la meglio sui 5 finalisti che questa mattina hanno superato la prova scritta del Concorso.

Per il secondo anno consecutivo l’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Agrigento e Caltanissetta insieme ad Ais Sicilia ha saputo dare vita a un evento che coniugasse le eccellenze dell’isola con approfondimenti preziosi su altri territori nazionali e mondiali, offrendo a sommelier, appassionati e wine lovers la possibilità di conoscere meglio il mondo delle bollicine e approfondirne aspetti e sfumature diverse attraverso momenti di confronto, seminari e degustazioni. A condurre la finalissima è stata Simona Bizzarri, Sommelier AIS Toscana e giornalista di Wine TV.

In foto Laura Piscopo e Pietro Giurdanella, eletto miglior sommelier siciliano nel 2020

 

 

È tornato nella sua amata Sicilia, portando con se esperienze preziosissime in cucine di alto livello e riappropriandosi dei suoi luoghi, i paesaggi bucolici dell’Agrigentino. Il protagonista dell’intervista di oggi su Cook Magazine è Alen Mangione, chef del ristorante “Il Mangione”. Siamo a Raffadali, piccolo paese a pochi passi dalla Valle dei Templi, lontani dalla frenesia cittadina e immersi in un contesto unico dal punto di vista naturalistico. Qui Alen sperimenta piatti della tradizione, in modo innovativo e creativo, utilizzando rigorosamente prodotti del territorio e rispettando la stagionalità.

Lo chef Alen Mangione

Il menu del ristorante “Il Mangione” propone una vasta scelta di antipasti, una selezione di primi e secondi, e diversi menu degustazione. Ampia la selezione delle pizze, da abbinare a una delle cinque birre prodotte dal ristorante. Un luogo dunque che si rivela adatto a un pubblico vasto, poichè dà la possibilità di scelta tra piatti gourmet e piatti più semplici e meno laboriosi.

“Ho preso le redini della cucina del ristorante di famiglia a soli 21 anni e oggi, a distanza di due, mi rendo conto di aver portato quell’innovazione che probabilmente mancava nel mio territorio – racconta lo chef -. Sono tornato a casa dopo la formazione all’Alma, la scuola internazionale di Cucina Italiana del maestro Gualtiero Marchesi, e l’esperienza lavorativa al ristorante tristellato “Da Vittorio” e il bistellato “Duomo”. Oggi posso dire di aver coronato un sogno, concretizzandolo grazie al supporto e ai preziosi consigli di mio padre, del quale ho seguito le orme”.

Filetto di vacca Cinisara, jus al Marsala e pavè di patata e cipolla paglina

Il ristorante Il Mangione, oltre al menu alla carta, propone svariati percorsi di degustazione come “Nella tradizione del Mangione”, un menu a base di carne, formaggi e verdure del territorio preparato con i prodotti freschi del mercato; “100% Pistacchio”, un percorso a tema Oro Verde di Raffadali con il fine di far scoprire agli ospiti uno dei tesori siciliani; “Sapori e profumi della montagna”, un viaggio all’insegna del gusto e alla scoperta della filosofia di cucina dello chef, sempre al passo con i tempi e in linea con la stagionalità dei prodotti.

Nel menu alla carta troviamo tre piatti iconici dello chef Mangione:  il carpaccio di Roast beef con un’insalatina di finocchio, arance, migole di pane e polvere di lampone; i ravioli alla Norma, pasta fresca ripiena di crema di melanzane, crema di pomodorino confit, pesto di basilico e ricotta salata; il filetto di Vacca Cinisara con jus al Marsala e pavè di patate e Cipolla Paglina.

“La mia cucina si basa soprattutto su ciò che la mia terra produce ma amo spaziare anche nelle diverse regioni d’Italia – conclude lo chef – Amo questo lavoro perchè mi permette di dare forma alla mia fantasia e creare così nuovi piatti. Spesso, per concentrarmi, mi immergo nella natura e trovo sempre degli spunti per dar vita a qualcosa di innovativo. Cosa vedo nel mio futuro? Il mio obiettivo più grande è quello di aprire un piccolo ristorante, lontano da casa, e portare con me un pezzo della Sicilia attraverso i piatti tipici della mia Isola.

La struttura

Info sul ristorante “Il Mangione”
Dove: C.Da Modaccamo, Raffadali AG
Giorno di chiusura: martedì
Orari di apertura: 19.30/23.00

 

 

Al via a Palermo il corso per “Addetto Sala e Bar” organizzato da Aproca, volto a formare le figure che operano nella ristorazione, a livello esecutivo, affiancando e supportando i responsabili del processo di lavoro in sala e al bar.  Il corso è rivolto a 12 giovani disoccupati, inoccupati e lavoratori in somministrazione e avrà una durata di 200 ore complessive. Le lezioni partiranno a fine settembre e si concluderanno a novembre, in sessioni giornaliere di 5 ore.

Il corso è gratuito e la frequenza potrà dare ai partecipanti la possibilità di accedere a percorsi professionalizzanti all’interno di aziende del settore. I partecipanti, frequentando almeno il 70% delle ore previste,  otterranno un attestato di frequenza e il rilascio dell’attestato HACCP. Iscrivendosi al corso si otterrà, inoltre, una licenza e-learning per accedere a un corso di lingua inglese base, intermedio o avanzato a seconda del livello di ciascun partecipante.

Il corso si svolgerà a Palermo, presso la sede di Aproca in via Marchese di Villabianca n. 70. Per saperne di più consultare il sito di Aproca o contattare la struttura utilizzando questi riferimenti: [email protected] / 091. 6256156

Fud Bocs è tornato. Stavolta per sempre e non stagionalmente, grazie alla nuova location fronte mare sul molo di Sant’Erasmo. Dopo l’esperienza estiva al Nautoscopio, con spazi evidentemente più ridotti rispetto all’attuale soluzione, i due volti noti della ristorazione palermitana Gianluca Cigna e Saverio Borgia, già rispettivamente soci di Fud Bottega Sicula Palermo in Piazza Olivella, e Fud Bottega Sicula Milano sui Navigli, replicano il successo del format insieme ad Andrea Graziano.

Ancora una volta il menu è esclusivamente a base di pesce – così da differenziarlo da quanto proposto in piazza Olivella – e propone tanti nuovi piatti. Osservando il mare, si potrà godere di croccanti fritti e snack, golosi panini di pesce e delle intramontabili pinse condite con i migliori ingredienti siciliani, dalla burrata di bufala ragusana alle acciughe di Sciacca, dai capperi di Salina e ai pomodorini di Pachino. L’esperimento di qualche anno fa a bordo di un food truck si è trasformato finalmente in una realtà stabile e duratura.

“Una riconferma in una città che da sempre è cruciale nel panorama della ristorazione nazionale in un luogo come il molo Sant’Erasmo che promette di diventare un avamposto di una nuova idea di città, più contemporanea e più godibile- spiega l’imprenditore catanese ideatore del marchio FUD- il nostro intento è quello di continuare a giocare con ingredienti e sapori rispettando sempre la nostra filosofia: filiera corta, piccole produzioni, l’amore per l’eccellenza, un servizio attento ma smart e di dare il nostro piccolo contributo da imprenditori per riavvicinare il centro storico di Palermo al mare.”

Fud Bocs rimarrà aperto tutto l’anno, a pranzo e a cena. Il gruppo Fud Bottega Sicula si è impegnato con 25 nuove assunzioni tra personale di sala e cucina, sulla città di Palermo per gestire questa nuova apertura da aggiungere all’organico di Fud Bottega Sicula di Piazza Olivella che impiega già da cinque anni oltre 40 dipendenti.

Lo spazio, pensato dall’architetto francese Andrea Ballà, è un continuo dialogo tra interno ed esterno, mare e città, un luogo che è molo ma anche barca con la sua atmosfera da yatch club e gli interni in acciaio, legno e colori pastello su cui domina una morbida tonalità satura del verde acqua. Materiali estremamente tattili dal forte contrasto visivo, dove il caldo delle scanalature in legno incontra il freddo luccicante dell’acciaio e i moduli libreria accolgono prodotti, conserve e bottiglie, come in una cambusa ben assortita. Le sedie lasciano spazio a sedute artigianali che ricordano le casse dei vini, al centro il grande tavolo sociale sospeso su cui accomodarsi per guardare le onde del mare. All’esterno il teak è naturalmente protagonista, l’area sarà allestita con tavoli e ombrelloni per godere per tutta l’estate della rilassante atmosfera da marina club.

Dove: Caletta Sant’Erasmo 999 – Palermo

Quando: tutti i giorni dalle 12:00 alle 01:00

Coperti: 60 esterni e 50 interni

Carte di credito accettate: tutte

Prezzo medio: 15-20 euro

Torna Fishtuna, il festival sulle tradizioni legate alla pesca sostenibile del tonno rosso e alla valorizzazione del suo territorio e cultura, che si svolgerà alle isole Egadi dall’1 al 5 settembre prossimi. In programma un fitto calendario di incontri, spettacoli, workshops, masterclass, cooking show, ma anche hiking naturalistici, immersioni guidate, mountain bike a Punta Faraglione a Favignana, Punta Mugnone e Secca del Cretazzo a Marettimo, Capo Grosso a Levanzo per scoprire tutte le bellezze delle isole Egadi e le sue attrazioni gourmet.

Fishtuna, realizzato grazie al supporto degli assessorati Pesca, Turismo, Sport e Spettacolo e Beni culturali della Regione Siciliana e del comune di Favignana, sarà un grande festival diffuso che coinvolgerà l’intero arcipelago delle Egadi, uno spicchio di Mediterraneo, che ha cullato la cultura occidentale dai suoi primi vagiti. Non a caso, infatti, si declina su quattro principali direttrici: arte, turismo, agroalimentare e sostenibilità, colonne portanti di un progetto ambizioso che, a partire dal tonno rosso, totem ancestrale anche delle Egadi, abbraccia molteplici e diverse aree tematiche.

La vocazione internazionale di Fishtuna celebra quest’anno un gemellaggio con la Spagna, Paese ospite di questa edizione, che grazie a una collaborazione con l’Ente per il Turismo Spagnolo di Milano e il giornalista “gastronomade” Vittorio Castellani, vedrà la partecipazione di Lara Lopez, la chef asturiana, premiata nel 2020 come chef spagnola dell’anno.

Oltre alla valorizzazione del Tonno rosso, orgoglio dell’isola, protagonista di talk show, presentazioni di libri e dialoghi culinari con chef locali e non, i riflettori saranno puntati sulle produzioni e tipicità dell’isola: la bottarga, il pesce azzurro, i capperi, l’aglio, i legumi, accompagnati dalle nuove sfide enologiche che i territori offrono, ma anche da quei frutti tropicali ed esotici che oggi si stanno coltivando con successo in Sicilia e che saranno protagonisti dell’appuntamento “Esotico Siciliano: il Poké a Km 0”, insieme allo chef Enrico Schettino della Giappo Academy.

Tra gli appuntamenti di rilievo, un convegno su sostenibilità ambientale e turismo che si svolgerà nell’ex Stabilimento Florio, luogo simbolo dell’isola, e vedrà la partecipazione del sindaco di Favignana e Isole Egadi Francesco Forgione, dell’assessore regionale alla Pesca Toni Scilla, delle principali Aree Marine Protette del Sud Italia e associazioni ambientaliste. Verrà anche presentato il progetto “Art Tuna” con l’intervento dell’artista siciliano Domenico Pellegrino, definito “l’artista della luce”, che per Fishtuna con un tonno luminoso diventa la nuova icona della manifestazione. E poi tanto intrattenimento con spettacoli e musica dal vivo con il coinvolgimento di artisti del panorama musicale locale e nazionale, come Lello Analfino, Daria Biancardi e Massimo Minutella.

La tradizione culinaria originaria di Cortina d’Ampezzo dialoga con la ristorazione gourmet per un evento d’eccellenza nel corso principale della nota località dolomitica. Torna infatti il food festival “The Queen of Taste” organizzato dall’Associazione Cortina For Us insieme allo Chef Team Cortina

Ad occuparsi della selezione degli chef ospiti dell’evento è stata l’associazione CHIC, Charming Italian Chef, una realtà che mette insieme i grandi professionisti della ristorazione, con oltre 50 stelle Michelin.

Il programma di “The Queen of Taste” a Cortina d’Ampezzo

Il weekend, patrocinato dal Comune di Cortina d’Ampezzo, sarà scandito da due appuntamenti cardine: lo StrEat Chef di sabato sera e lo StrEat Lunch di domenica.

StrEat Chef, combinazione dei concetti “street” e “eat”, strizza l’occhio all’idea di Street Food, ma con il tocco elegante che compete alla Regina delle Dolomiti. Ci si troverà sabato 11 settembre, alle ore 17.00, presso la “conchiglia”, in Piazza Angelo Dibona. Qui i partecipanti riceveranno i braccialetti identificativi e, dopo l’aperitivo organizzato in collaborazione tra Michel Oberhammer patron di La Cave e Valentino Cecconi, Chef del ristorante Fvsion di Cortina, verranno divisi tra alcune navette, pronti a partire per un vero e proprio viaggio tra i sapori. Quattro le prestigiose tappe: Baita Fraina, Villa Oretta, Lago Scin e la Pasticceria Alverà.

Clicca qui per acquistare il ticket di partecipazione

Ad ogni tappa, 4 Chef accoglieranno gli ospiti, facendogli assaporare le prelibatezze gourmet da loro realizzate. Un’occasione unica per degustare diverse ricette legate al territorio e, per i più curiosi, confrontarsi con Maestri del gusto.

Ecco i protagonisti della giornata di sabato rappresentanti dello Chef Team Cortina: Luca Menardi Executive Chef di Baita Fraina, Nicola Bellodis Chef del ristorante Rio Gere, Luigino Anzanello Chef resident di Villa Oretta, Luigi Dariz Chef del ristorante da Aurelio, Carlo Festini Chef di Lago Scin, Fabio Pompanin Chef del ristorante Al Camin, Graziano Prest, una stella Michelin, Chef del ristorante Tivoli e Massimo Alverà maestro pasticcere della pasticceria Alverà. Ospiti illustri: Alessandro Bellingeri (Osteria Acquarol), Andrea Irsara (Stüa dla Lâ), gli stellati Stefano Ghetta (L’Chimpl da Tamion) e Claudio Melis (In Viaggio). Dulcis in fundo: Denis Dianin, maestro pasticciere (d&g patisserie Hotel Biri Padova).

Lo StrEat Lunch: programma e chef presenti

Domenica si cambia atmosfera grazie allo StrEat Lunch! Come da tradizione, verrà allestita in Corso Italia una grande tavolata imperiale per un pranzo esclusivo, a posti limitati. Il menù, prevede la degustazione di portate ricercate, ideate da più Chef che si daranno il cambio ai fornelli. Oltre agli eroi “nostrani” dello Chef Team saranno presenti altri cinque Chef Stellati che realizzeranno le loro proposte sotto gli occhi dei partecipanti.

Il costo di partecipazione

L’iscrizione per entrambe le giornate è obbligatoria. Basterà andare sul sito ufficiale dell’evento:https://thequeenoftaste.it e in pochi secondi si riceverà la conferma della propria prenotazione. StrEat Chef, sabato 12 settembre: € 100,00 a testa; StrEat Lunch, domenica 13 settembre: € 130,00 a coperto (NB. 80 posti a sedere). Sponsor di questo gustoso weekend: San Benedetto, Coppini Arte Olearia, Petra Molino Quaglia, Valpolicella – Consorzio tutela vini, Berto’s Chef Solution e Selecta. Premium Partner: UnipolSai Zandonella Assicurazioni.

L’associazione Cortina For Us

L’associazione Cortina For Us, attiva da oltre 7 anni, è composta da commercianti, imprenditori, artigiani e liberi professionisti del territorio, uniti nel desiderio di fare da collante fra le diverse realtà locali. I soci, tutti volontari, si occupano da sempre di ideare, organizzare eventi che promuovano la Regina delle Dolomiti.

Un patrimonio storico, culturale, enogastronomico e umano da preservare, comunicare e valorizzare per far sì che Caccamo diventi sempre più attrazione e destinazione turistica. Si è svolto nel piccolo borgo in provincia di Palermo il tour educational che ha coinvolto stampa locale e influencer siciliani dal 22 al 24 luglio 2021. Un’occasione di incontro, scambio e conoscenza della tradizione gastronomica del borgo e delle sue bellezze naturalistiche e storiche, come il Castello di Caccamo o il Lago Rosamarina. Anche Cook Magazine ha partecipato al tour, documentando le tappe del viaggio, curato nei minimi dettagli dal Comune, le associazioni, le istituzioni e le aziende locali.

Tour alla scoperta di Caccamo

Il “Tour alla scoperta di Caccamo” è stato voluto fortemente dall’assessore al turismo del Comune di Caccamo Patrizia Gangi, in collaborazione con la locale Proloco, presieduta dal Prof. Giovanni Panzeca; la Società Italiana Protezione Beni culturali di cui testimonial è stato Giovanni Aglialoro e le tante imprese della ricettività diffusa e del settore agro-alimentare, sotto il coordinamento del sindaco Nicasio Di Cola da sempre impegnato al rilancio e allo sviluppo di ogni attività. L’ufficio stampa dell’evento è stato curato da Federica Terrana di Orogastronomico.it.

Un intenso e interessante programma di escursioni, visite guidate, degustazioni e intrattenimento che ha condotto gli ospiti in un percorso itinerante tra le viuzze e le scalinate del borgo storico animate dagli artigiani e dalle associazioni culturali, tra racconti e musica sino ad arrivare al maestoso castello, tra i più grandi dell’Isola, simbolo di Caccamo che si erge su una grande rupe che domina la valle del fiume San Leonardo. Secondo la leggenda Caccamo non era altro che la mitica Cartagine di Sicilia fondata da un gruppo di soldati punici sfuggiti alla morte, dopo la battaglia ad Himera nel 480 a.C. Ed è proprio all’interno del Castello che si svolgono eventi ed importanti iniziative alla presenza della Castellana, la più bella ragazza caccamese eletta tra le donne del borgo medievale dal 1968 e sino al 2016. L’ultima a vincere il premio, nel 2020, è stata Rosalia Cozzo.

L’ultima serata del tour ha visto cittadini vestiti in abiti d’epoca, che al Castello hanno riproposto l’atmosfera medioevale per ricordare storia e tradizioni.

Una rappresentazione storica a cura della SIPBC ONLUS. Degustazioni di prodotti tipici quali: GS Carni di Siragusa Giuseppe & Figli, Briciole di Pane di Giallombardo Maria Concetta, Al Maniero Pizzeria-ristorante di Nicasio Lentini, Dolci Tentazioni di La Mendola Giuseppe, Ventura S.R.L., Azienda Agricola Ventura Nicasio, Bar Royal di Cenisio Giusi, Panificio Cecala in Montana, Azienda Di Vini di Cirrito Piergiogio, Caseificio Tenuta Man-chi, Caseificio di Vito Ribaudo, Caseifiscio Muscia Maria Rosa Intrattenimento musicale a cura di Renato Filippello Ass. Amici della Musica “Benedetto Albanese” e Prof. Giovanni Panzeca Presidente Pro Loco.

Visita nelle Chiese di Caccamo

Con una popolazione di circa 7.850 abitanti, Caccamo vanta ben 46 Chiese. Tanto da attribuire al popolo caccamese l’appellativo di “religiosissimo” proprio per questo sentimento per altro testimoniato dalle numerosissime chiese e monasteri nati anche per l’antagonismo esistente tra quartiere e quartiere.

L’inestimabile patrimonio artistico e culturale è raccolto all’interno delle stesse. Il Duomo di Caccamo dedicato a San Giorgio martire sorge su un’antichissima struttura di epoca normanna, ristrutturato nel 1477 dalla famiglia Cabrera, fu ampliato nel 1615. All’interno è custodita la tela del Miracolo di Sant’Isidoro (1.641) a firma di Mattia Stomer, prescelta da Vittorio Sgarbi, tra le 350 opere più belle d’Italia, per essere ammirata presso l’Esposizione Universale di Milano Expo 2015.

Nel cuore di Caccamo fa bella mostra il prospetto e la chiesa parrocchiale della SS. Annunziata, importante monumento religioso con tre ingressi contornati da eleganti portali barocchi in pietra, costruita tra la fine del ’300 e l’inizio del ’400 incastonata fra due torri campanarie mozze di cui, quella sinistra, un tempo baluardo del Castello. L’insuperabile capolavoro d’arte rappresentato dalla Madonna col Bambino di Antonello Gagini è custodita nella chiesa di Santa Maria Degli Angeli all’interno della quale si trova l’urna d’argento con le spoglie mortali delBeato Giovanni Liccio, veneratissimo Patrono di Caccamo.

Una segnalazione particolare merita la chiesa di San Benedetto alla Badia considerata la più ammirata e più bella di Caccamo. Autentico gioiello d’arte barocca con il suo pavimento maiolicato. Nella parte sottostante si trovano i corpi di alcune suore tra cui quello di Suor Felicia Enriquez de Cabrera nata nel 1580 miracolata dalla Madonna. Da un manoscritto si evince che a 30 anni dalla morte il suo corpo venne riesumato e nello stesso momento si notò un intenso profumo di miele, la guancia denotava un solco prodotto dal contatto provocato dalla Madonna nel momento in cui la miracolava ed infine il velo che la copriva anziché essere di colore nero, per come si addiceva alle suore Benedettine, era bianco: simbolo di purezza e di candore. Il miracolo è riprodotto in un quadro del XVII secolo il cui originale, per motivi di sicurezza, si trova all’interno della Chiesa della SS. Annunziata.

Uno percorso ricco emozionante fatto di racconti di miracoli, testimonianze artistiche e religiose. Storie di uomini e donne, di santi e suore che hanno compiuto miracoli. A custodirle, preservarle e raccontarle sono uomini di cultura, mossi dalla passione e dall’amore per un territorio come Giovanni Aglialoro, Giovanni Panzeca, Filippo Cecala, Giuseppe Geraci, il parroco della Chiesa San Giorgio Martire, Padre Giacomo Milianta; il parroco della Chiesa SS. Annunziata, Domenico Bartolone; il rettore della chiesa di Santa Maria degli Angeli, Nicasio Galbo. Punti di forza per favorire una crescita dei flussi turistici, facendo da traino anche per quei siti meno conosciuti, ma ugualmente straordinari che sono parte integrante della città.

Le degustazioni nel territorio di Caccamo

Nel press tour non solo arte, ma anche laboratori dedicati alla preparazione dei dolci tipici e alle degustazioni delle specialità gastronomiche quali le carni, le salsicce di Caccamo, i grani antichi e i vini. Tra i dolci della tradizione: i Taralli di Carnevale, i Buccellati alle mandorle e il Pane cena, rispettivamente realizzati dal Caffè Royal, Dolci Tentazioni e Briciole di Pane.

Sono state degustate le prelibatezze del territorio nei menù dei ristoratori A’Castellana, A’Fucurinnia e La Spiga d’Oro. Piatti realizzati con prodotti a km zero, tramandando la semplicità delle antiche ricette, ricche di antichi valori. Singolare la serata all’agriturismo Cicala di Giuseppe Faso, dove è stata arrostita la carne e la salsiccia della Macelleria Gastronomia Gullo Siragusa e della Macelleria del Corso di Davide Siragusa.

Una serata sotto il cielo stellato, resa magica anche grazie alla musica dei due artisti caccamesi il maestro Domenico Guzzardo e Federica Neglia.

Le principali risorse economiche di Caccamo sono l’agricoltura e la zootecnica. I prodotti della terra sono cerealimandorliulivi. Di notevole rilevanza sono le carni prodotte a Caccamo, i prodotti caseari, provenienti dagli allevamenti di bovinicaprini e ovini e l’olio extra vergine di oliva ottenuto principalmente dalla cultivar biancolilla.

Non è mancata la visita al campo di grano dell’Azienda agricola Giambri Giuseppe (C/da Scurusa) e successivamente all’Azienda agricola Casale Firrantello con degustazione di prodotti tipici quali le panelle, le sfince e il succo di pomodoro fresco. Si tratta di aziende a conduzione familiare dove si producono grani antichi e legumi di altissima qualità. Le materie prime provengono dalle terre incontaminate che circondano il Casale senza uso di sostanze chimiche e nel rispetto delle buone pratiche agricole. Incanta assistere alla molitura del grano all’interno dell’Antico Molino San Giuseppe di Giuseppe Celano.

Caccamo guarda al futuro anche attraverso lo sport. Roberto Riolo dell’omonima associazione sportiva sul lago Rosamarina, infatti, fa da istruttore ed allenatore a giovanissimi campioni europei e nazionali della Federazione Nazionale Sci Nautico e Wakeboard. I giornalisti hanno assistito alla Parata live di sci nautico di 9 campioni: Vincenzo Marino, Federica Riolo, Giuseppe Dibernardo, Giorgia Cuffaro, Salvatore Martorana, Vincenzo Riolo, Giuseppe Acquaviva, Antonio Assennato, Ethan D’Agostino, Gabriella Passanisi.

Hanno collaborato i b&b e case vacanze: “Vacanze e Turismo Scimeca Srls”, “Chiaramonte 20”, “Cocciu d’Amuri” e “Agriturismo La Cicala”.

 

Il pastry chef messinese Giuseppe Amato, capo pasticcere di Heinz Beck, torna in Sicilia per dirigere la Mag di Palermo, l’Accademia di Alta specializzazione in gelateria e pasticceria. Un “ritorno” momentaneo, considerato che Amato lavora nella cucina del ristorante La Pergola all’Hotel Rome Cavalieri da quasi 20 anni e non ha la benché minima idea di mollare, nonostante il richiamo di casa sia fortissimo. Durante la presentazione della nuove direzione, Amato si è raccontato apertamente davanti al pubblico, ricordando alcune delle tappe più importanti della sua carriera da pasticcere, iniziata a soli 9 anni.

“So bene cosa siano i sacrifici ma di questo non mi sono mai pentito. A 9 anni ho iniziato a lavorare, anche se per me non è stato mai un lavoro vero. Stare in cucina 20 ore al giorno non mi pesa. Ma oggi la situazione è diversa, manca personale ed è cambiata la filosofia del lavoro. Dobbiamo far avvicinare i giovani al lavoro ed è questo uno degli obiettivi della Mag”.

Nel 2017 Amato è entrato a far parte della prestigiosa AMPI (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) e successivamente ha ricevuto il premio “Domori L’Espresso – I Ristoranti d’Italia 2018 – Le Guide de L’Espresso” assegnato alla Pergola come migliore pasticceria dell’anno. Nel 2019 è arrivato il riconoscimento come miglior pasticcere d’Italia per il concorso Santa Rosa Pastry Cup e nel 2020 è stato inserito nella sezione migliori pastry chef per la guida del Gambero Rosso. A novembre del 2020 è uscito il libro scritto dal maestro Amato con Lucilla Cremonini “La pasticceria da ristorazione contemporanea”, Chiriotti Editori. Quest’anno è stato inserito nella sezione migliori pastry chef per la guida del Gambero Rosso.

“Essere direttore di questa Accademia è un piacere e un onore – afferma Amato – perché mi consentirà di svolgere e coordinare l’attività che amo di più assieme al mio lavoro di pasticciere: condividere le mie competenze e trasmettere la mia passione per questo mondo. Questo incarico mi terrà in contatto con la mia Sicilia permettendomi di restituirle parte di quello che da sempre mi dona in termini di forza e ispirazione, cosa che vorrò fare fornendo formazione di qualità agli appassionati e in particolar modo ai giovani, futuri professionisti della cucina e della pasticceria da laboratorio e da ristorazione”.

“Siamo felici che sia stato nominato direttore della scuola un professionista come Giuseppe Amato, un uomo che mette passione in tutto ciò che fa – si congratula Santi Palazzolo, vice presidente della Mag – Non basta leggere il suo curriculum per capire lo spessore della sua esperienza. Il curriculum è sempre molto riduttivo perchè non analizza molti parametri, come le notti insonni, lo stress, l’umiltà e l’educazione che stanno dietro al nostro lavoro. Affrontare questa sfida vuol dire non sentirsi mai arrivati. Sono sicuro che la Mag diventerà una scuola d’eccellenza”.

Cosa è la Mag, l’Accademia di alta specializzazione in gelateria e pasticceria

Un’accademia nata con l’intento di formare professionisti in gelateria, pasticceria e cucina, trasmettendo loro esperienze e tradizioni attraverso un percorso di alta specializzazione. Questa è MAG, la Master Academy Antonino Galvagno, fondata nel 2018 in via sperimentale e entrata a pieno regime nel 2019, è intitolata all’ imprenditore palermitano che ha contribuito alla diffusione della tradizione gelatiera e pasticcera siciliana nel mondo, con prodotti innovativi e di alta qualità.

Oggi il ricco bagaglio d’esperienze professionali raccolto dal figlio di Don Nino, Francesco, converge e prende forma nei locali dell’Accademia che ha sede in via Partanna Mondello 25, in un immobile in parte realizzato in un bene confiscato alla criminalità organizzata e affidato a MAG dal Comune di Palermo. Qui è stato creato un piccolo gioiello che coniuga la salvaguardia della tradizione artigianale in pasticceria e gelateria, con l’applicazione delle tecnologie più avanzate, per offrire servizi formativi di altissima qualità.

È proprio grazie a questa visione che la Master Academy Antonino Galvagno ospita periodicamente operatori provenienti da tutto il mondo per imparare o perfezionare la propria arte pasticcera e gelatiera.

I corsi della Mag

Il programma che dà corpo al nuovo percorso formativo dell’Accademia è articolato in corsi di gelateria e pasticceria suddivisi in alta formazione e specialistica.

Il primo percorso è rivolto a chi si pone l’obiettivo di acquisire le basi e di giungere ad una conoscenza approfondita sia delle materie prime che degli aspetti fondamentali come, ad esempio, il bilanciamento degli ingredienti e le tecniche di preparazione. La specialistica, invece, si rivolge al professionista che intende approfondire particolari tecniche di preparazione. Infine, gli Star Master, un calendario di appuntamenti esclusivi con grandi chef internazionali, un’occasione di crescita unica per la propria professione.

“Con i nostri corsi ci rivolgiamo a tutti coloro i quali intendono iniziare un percorso professionale ricco di opportunità e ai professionisti che desiderano perfezionarsi su nuove tecniche e confrontarsi su nuove tematiche, inoltre poniamo molta attenzione ad una scrupolosa valutazione di ciascun allievo, allo scopo di fornire il percorso formativo più adatto alle caratteristiche di ciascun allievo. Un percorso che oggi sugelliamo con la direzione del maestro Amato che darà un nuovo slancio alle nostre attività – afferma Alessandro Li Muli, responsabile marketing e comunicazione di MAG -. Vogliamo esprimere un sentito ringraziamento al maestro Giovanni Pace che ha diretto la nostra Accademia fino all’interruzione delle attività dovuta alla pandemia perché il suo lavoro è stato prezioso per l’avvio delle attività dell’Accademia secondo alti standard qualitativi che ci hanno permesso di intraprendere il percorso di crescita che ci ha portati fin qui”.

Nel calendario della nuova programmazione di MAG ci sarà spazio anche per gli amatori che desiderano approfondire le loro conoscenze in pasticceria e gelateria attraverso lezioni pratiche. L’Accademia, inoltre, ogni anno realizza dei corsi a scopo sociale, rivolti a bambini e ragazzi che vivono situazioni di disagio materiale o psichico, offendo un percorso formativo più ludico per i più piccoli e più didattico per i secondi, per fornire loro le basi per un inserimento nel mondo lavorativo.

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Riparte con grandi novità il “Lido Pirata” di Castellammare del Golfo, uno dei lidi più storici del litorale. Il proprietario, Daniele Varvaro, doppiatore ed ex produttore musicale, ha inaugurato da pochi giorni la nuova stagione all’insegna del food made in Sicily. All’interno del lido vi è infatti un ristorante con vista mare che dallo scorso anno offre la possibilità a siciliani e non di degustare pesce freschissimo e piatti tipici dell’isola.

Il nuovo menu è stato studiato da Varvaro con la collaborazione della nuova chef Giovanna Pellegrino. “Ero stanco della solita cucina gourmet, dunque ho ideato un menu che permetta alla gente di mangiare come se fosse a casa. Abbiamo dimenticato l’importanza di una semplice busiata allo scoglio o pasta con finocchietto e sarde”, spiega Varvaro.

Daniele Varvaro, titolare del Lido Pirata

Ristoranti a Castellammare del Golfo, il Lido Pirata di Daniele Varvaro

Il lido Pirata è uno dei primi lidi del litorale di Castellammare. Per Daniele – che sui social conta più di 34 mila follower grazie alla sua attività di doppiatore e alle sue rubriche che spopolano sul web – è la seconda stagione all’interno del Lido: per circa 5 anni infatti è stato impegnato al Bistrot Burger Restaurant, una delle realtà ideate qualche anno fa. “Sto già pensando alla stagione 2022, sperando che sia un periodo migliore per tutti così da avere una tranquillità mentale da poter migliorare la struttura sempre di più. Non abbandono l’idea di un Burger Restaurant sul mare e credo che l’anno prossimo potrò tornare a proporre hamburger di qualità”.

La zona bar del Lido Pirata a Castellammare del Golfo

L’area ristorazione del lido include anche un’accogliente zona bar esterna, attiva la domenica dalle 10 del mattino. “Per chi ama il relax e l’ora dell’aperitivo, abbiamo allestito una piccola area dedicata ai cocktail e agli spritz, da sorseggiare al tramonto con i piedi sulla sabbia e lo sguardo rivolto al nostro stupendo panorama – conclude Varvaro – Non mi resta che augurare a tutto il mio team una stagione piena di successi”.

Il logo del Lido Pirata

Orari di apertura: 8.00 – 19.30