Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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LA NOVITÀ

Abbiamo assaggiato il panettone alla ‘Nduja di Antico Nero d’Aspromonte: perchè dovreste farlo anche voi

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Il cibo può influenzare il nostro umore? Sì, soprattutto se il cibo di cui parliamo è anticonvenzionale, stravagante, poco comune. Per esempio: avete mai assaggiato un panettone con crema di ‘Nduja? Se la risposta è no, “perchè è troppo piccante” o “perchè preferiamo il panettone classico”, vi consigliamo di rimediare subito. Perchè il panettone con crema di ‘Nduja “Rosso” di Antico Nero d’Aspromonte è una piacevole scoperta, una rivoluzione nel mondo dell’happiness food, un dolce-salato da degustare di pomeriggio o come dessert. In compagnia e magari con un calice di spumante demi-sec o una vendemmia tardiva da uve a bacca nera.

Impossibile non pensare ai giorni di festa assaggiandone un pezzo. Per fortuna Rosso si rivela abbastanza versatile nella degustazione, adatto a qualsiasi stagione, anche se predilige senz’altro l’autunno o l’inverno. 

Chi è “Rosso”

Rosso è prodotto dall’azienda Antico Nero d’Aspromonte. È un panettone dolcesalato e piccante, condito con crema di ‘Nduja da maiale nero brado autoctono e gocce di finissimo cioccolato fondente. Il cioccolato fondente rende piacevole la degustazione, rendendo meno “forte” la presenza della crema piccante che si rivela senz’altro gradevole poiché ben integrata nella ricetta.

Rosso, foto di Federica Raccuglia

La compattezza

La compattezza di Rosso ci ha conquistati. Al momento del taglio capita spesso di ritrovarsi davanti a panettoni dalla struttura poco compatta, troppo friabile. Caratteristiche “antipatiche” per gli amanti della perfezione. Al contrario, Rosso si presenta soffice ma compatto, composto da una alveolatura omogenea, burroso. Insomma si taglia alla perfezione. Ci piace anche per questo.

Il profumo e il sapore

Rosso richiama fin da subito i sapori del sud Italia. E che sia un panettone con ‘Nduja è difficile nasconderlo. Il profumo è intenso ma mai sorprendente come i sapori che Rosso, una volta gustato, regala.

Quando la fetta raggiunge il palato, Rosso avvolge con il suo elegante bouquet di sapori morbidi e suadenti, in cui il dolce e il salato si rincorrono abbracciando la nota armoniosa del cioccolato fondente, sino a tuffarsi nella puntellatura finale del piccante. Ne vorrete subito un’altra fetta.

Qualche curiosità

“Rosso è una rivoluzione, un cambiamento radicale dell’ordine dei sapori a cui siamo abituati. Nasce nel tempo della pandemia globale; è la nostra idea di cibo figlio del nostro tempo, che mutua dalle tradizioni l’autenticità, e mette radici oggi per regalare anche domani bontà, unicità, emozione.” – dice Sabrina Ferrari, General Manager di Antico Nero d’Aspromonte – “Noi lavoriamo da anni nella direzione della qualità, rispondendo con la nostra offerta di prosciutti e salumi alle esigenze degli intenditori che apprezzano e ricercano artigianalitá ed eccellenza assoluta”.

Rosso è consigliato in degustazione in purezza, come aperitivo, antipasto, dessert o pre-dessert, accompagnato da vini bianchi, rossi, spumanti, passiti, distillati, amari e liquori. Rosso è disponibile sul sito www.nerodaspromonte.it.

Antico Nero d’Aspromonte

Antico Nero d’Aspromonte è il brand di prosciutti e salumi emozionali, da suino nero autentico brado d’Aspromonte. Nasce alcuni anni fa, da un’intuizione della proprietà: proporre agli intenditori di gastronomia e di food, prosciutti e salumi che regalano emozioni positive legate al gusto ed assoluta qualità.

Antico Nero d’Aspromonte ha scelto di valorizzare la specie autoctona del maiale nero d’Aspromonte, che si ritiene risalga ai suini locali incrociati nell’antichità con ceppi di razza romanica, iberica e celtica. Diverso geneticamente da tutti gli altri maiali neri calabresi, il Nero d’Aspromonte possiede una struttura fisica forte e rustica e si caratterizza per due ghiandole pendule sotto la gola, i “margàri”.

Antico Nero d’Aspromonte ha creduto nel lavoro di recupero della razza, avviato alla fine del secolo scorso, quando Monsignor Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, fonda la Cooperativa Valle del Bonamico insieme ad un gruppo di giovani pastori di Platì e San Luca. Oggi, i maiali neri vivono in autentico stato brado nei boschi dell’habitat originario, la zona montuosa meridionale della Calabria, impervia, incontaminata. Si nutrono liberamente di castagne, ghiande, tuberi e frutti del sottobosco, pascolano liberi fino ad almeno 24 mesi e questi fattori rendono la parte magra delle carni tenera e molto ricca di vitamine, ferro e minerali in generale e la parte grassa ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi nobili.

Giornalista, nata a Palermo, è capo redattore di Cook Magazine. È social media manager e addetto stampa di alcune importanti realtà turistiche e imprenditoriali. Ha una laurea triennale in “Giornalismo per uffici stampa” e magistrale in “Scienze dell’Informazione, Comunicazione ed Editoria” conseguita all’Università degli Studi di Tor Vergata. Nel 2018 ha pubblicato il saggio “L’uomo del dialogo contro la mafia, la storia di Padre Pino Puglisi” edito da "La Zisa".

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