Stretta di Pasqua per il Covid, ristoranti chiusi per 3 settimane: perdita di 5 miliardi

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Ristoranti chiusi per tre settimane in vista della Pasqua. A partire dal 15 marzo, infatti, il Governo ha spostato in zona rossa mezza Italia, che sarà totalmente blindato nel weekend di Pasqua. La stretta di Pasqua mette nuovamente in allarme il settore. Coldiretti infatti stima una perdita di ben 5 miliardi per la ristorazione.

Stretta di Pasqua per il Covid, ristoranti chiusi per 3 settimane

La stretta anticovid colpisce anche la Pasqua. Dopo un Natale in semi-lockdown adesso tocca anche alla festività primaverile. Un modo per scoraggiare gite fuori porta e incontri con amici e parenti. A farne le spese sono ancora una volta ristoranti, pizzerie, bar e agriturismi che dal 15 marzo hanno dovuto di nuovo sospendere il servizio ai tavoli e al bancone.

Una situazione che getta di nuovo nello sconforto gli operatori di un settore che, con le zone gialle delle scorse settimane, cominciavano a vedere una luce in fondo al tunnel nel quale si trovano da un anno. Mezza Italia in zona rossa, il resto arancione, ad accezione della Sardegna che rimane bianca.

Ristoranti e bar chiusi per Pasqua: perdita di 5 miliardi

Un duro colpo – ancora un altro – che porta ad una perdita stimata di circa 5 miliardi. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che evidenzia come in molti abbiano approfittato degli ultimi momenti di relax al tavolo o al bancone nel 120mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi ancora aperti nel weekend prima del lungo lockdown.

Mangiare fuori casa per le feste è un’abitudine ormai consolidata per la maggior parte degli italiani. Le festività pasquali, poi, cadono generalmente in primavera e il bel tempo spinge ancora di più a voler uscire da casa. La notizia della chiusura non è stata accolta con gioia, soprattutto dal mondo della ristorazione, che è stato uno dei più colpiti dalla pandemia. Coldiretti infatti stima una perdita di quasi 400 milioni considerando i quasi 7 milioni di italiani che tradizionalmente consumano il pranzo di Pasqua fuori casa.

La prospettiva spaventa molto perché rischia di aggravare le difficoltà della ristorazione e travolgere a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy. Ricordiamo infatti che il valore di vino e cibi invenduti dall’inizio della pandemia ammonta a 11,5 miliardi.

Secondo Coldiretti, servono dunque interventi e misure di sostegno per l’intera filiera a partire dal decreto Sostegno all’esame del governo per salvare il sistema agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro nei circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi nella Penisola, 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole.

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