lunedì, 12 Gennaio, 2026

Ristoranti ancora chiusi, Ambasciatori del Gusto: “Settore condannato a morte, non siamo untori”

La pandemia di Coronavirus non allenta la morsa e i ristoranti rimangono ancora chiusi. Un ennesimo Dpcm con misure restrittive che penalizza la categoria. Alcuni, però, decidono di contravvenire e presto dilaga in varie parti d’Italia la protesta #ioapro. Gli Ambasciatori del Gusto ne prendono le distanze e lo fanno con una lunga lettera indirizzata alle Istituzioni in cui chiedono “una riapertura in sicurezza, regolamentata e controllata, che spazzi via una volta per tutte l’idea del ristorante come untore” e “se invece un’alternativa siete certi che non ci sia, la chiusura deve essere secca”.

Ristoranti ancora chiusi, Ambasciatori del Gusto: “Settore condannato a morte”

“Egregio Presidente, Gentili Ministri e Presidenti delle Regioni- scrivono – la nostra categoria, la ristorazione italiana, è in ginocchio. E la cosa più drammatica è che a distanza di dieci mesi dall’inizio dell’emergenza continuiamo a non essere ascoltati nonostante i continui appelli e le proposte di fattiva collaborazione. Ci avete, di fatto, mal considerati se non addirittura dimenticati”.
L’associazione Ambasciatori del Gusto presieduta dalla chef stellata Cristina Bowerman, senza mezzi termini, dice: “Basta con i giorni alterni e con i provvedimenti a singhiozzo. Basta con le promesse non mantenute”. “Alla chiusura certa devono seguire ristori certi, adeguati e immediati, per ripartire, per poter continuare ad imprendere, non solo per tamponare”.

Egregio Presidente, Gentili Ministri e Presidenti delle Regioni,
la nostra categoria, la ristorazione italiana, è in…

Pubblicato da Ambasciatori del Gusto su Giovedì 14 gennaio 2021

La lettera è sottoscritta da tanti nomi noti del settore, tra i quali Antonino Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Fratelli Cerea e Davide Oldani. In essa si ribadisce “l’urgenza di una Visione di medio e lungo termine a cui fare riferimento e di un interlocutore istituzionale con cui dialogare in modo costruttivo e lungimirante”, perché i temi da affrontare sono tanti: “dalla sicurezza alla fiscalità, ivi compresa la definizione di codici Ateco più adeguati a rappresentare le varie categorie di esercenti”.

Riaprire in sicurezza

“Serve chiarezza d’intenti – continuano gli Ambasciatori del Gusto -, serve coerenza nel fissare gli obiettivi di medio-lungo termine, serve tempestività d’azione: le parole d’ordine non possono più essere sempre e soltanto “chiusura” o “sussidi”. La chiusura non offre alternative. Noi le alternative vogliamo averle, l’Italia merita di averle, e siamo pronti, ancora una volta, a costruirle insieme a Voi nel totale rispetto delle regole e della sicurezza”.

Infine una domanda: “È giusto condannare a morte la Ristorazione Italiana? È corretto farle espiare tutte le colpe di questa terribile “guerra”? O c’è qualcosa che ancora si può fare per cambiare le sorti di un settore che da sempre traina il Sistema Italia in termini di valore economico, ma anche per identità, cultura e stile di vita?”.

Serve chiarezza d’intenti, serve coerenza nel fissare gli obiettivi di medio-lungo termine, serve tempestività…

Pubblicato da Ambasciatori del Gusto su Venerdì 15 gennaio 2021

 

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