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Rischio “macchia nera”, dall’Ue stop all’importazione di agrumi argentini
20 Ago 2020 10:00

L’Unione Europea blocca le importazioni di agrumi provenienti dall’Argentina. Il divieto è imposto per prevenire il contagio di arance e limoni con la cosiddetta “macchia nera“, un tipo di fungo che colpisce queste colture. Lo fa sapere Confagricoltura.

L’Ue blocca l’importazione di agrumi dall’Argentina

La “macchia nera” o Cbs (citrus black spot) è stata rilevata nelle spedizioni argentine in arrivo nei porti europei. Per scongiurare il rischio contagio, è stato imposto il divieto di importazione di aranza e limoni dall’Argentina. Il blocco è iniziato domenica 16 agosto 2020 e terminerà il 30 aprile 2021. 

Nel 2019, le importazioni comunitarie di agrumi dall’Argentina hanno superato le 165 mila tonnellate. Nello specifico oltre 124 mila tonnellate di limoni e lime e più di 41 mila tonnellate di arance. Il loro valore ha raggiunto i 155 milioni di euro.

Confagricoltura: “Tutelare il territorio europeo”

La Confagricoltura ha accolto con favore questa decisione. Ricorda anche che il territorio europeo va assolutamente preservato dall’ingresso di pericolose malattie, anche a fronte della riduzione dei principi attivi a disposizione degli agricoltori europei.

Inoltre Confagricoltura ribadisce, ancora una volta, la necessità di reciprocità: le importazioni ortofrutticolo devono offrire le stesse condizioni di sicurezza richieste al prodotto europeo all’estero.

“Macchia nera”, la situazione in Argentina è allarmante

“Abbiamo sempre richiamato l’attenzione delle autorità competenti su questa grave fitopatia di cui il territorio europeo è indenne”, ha sottolineato il presidente Massimiliano Giansanti, nel ricordare che la situazione in Argentina è assolutamente allarmante, così come in Sudafrica, Uruguay, Brasile e in Tunisia.

“Se la Cbs si diffondesse in Europa e in Italia, provocherebbe danni irreparabili al patrimonio agrumicolo, mettendo a rischio uno dei più importanti comparti della nostra agricoltura”, ha aggiunto il presidente della Federazione nazionale agrumicola di Confagricoltura Gerardo Diana, anche perché “il comparto è già impegnato a superare il problema della ‘Tristeza’ e non può certo permettersi l’arrivo di una nuova fitopatia”.

Rafforzare i controlli degli agrumi

“Non bisogna abbassare la guardia – ha proseguito – e va rafforzato il sistema di controlli alle frontiere delle importazioni di prodotti ortofrutticoli, in modo standard in tutti i punti di accesso al mercato europeo, prestando particolare attenzione al prodotto proveniente dal Sudafrica, che è forte esportatore in Europa ed Italia”.

Stiamo monitorando attentamente la situazione mondiale, in coordinamento con le organizzazioni agricole di Italia, Francia e Spagna, sollecitando puntuali provvedimenti da Bruxelles – ha concluso il presidente di Confagricoltura Giansanti -. Il territorio europeo va assolutamente preservato dall’ingresso di pericolose malattie, anche a fronte della riduzione dei principi attivi a disposizione degli agricoltori europei. E ribadiamo, ancora una volta, la necessità di reciprocità: le importazioni ortofrutticolo devono offrire le stesse condizioni di sicurezza richieste al prodotto europeo all’estero”.

 


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