Tortino al cioccolato
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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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Ricette
LA RICETTA

Pappardelle con crema di Pachino, gambero rosso di Mazara e pesto di pistacchio dello chef Giovanni D’Anna

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Una ricetta che racchiude profumi e colori della Sicilia. Sono le pappardelle con crema di Pachino, gambero rosso di Mazara e pesto di pistacchio dello chef Giovanni D’Anna.

Un primo piatto profumi intensi. Dalla crema di pomodoro Pachino al pesto di pistacchio di Bronte, passando per il gambero rosso di Mazara. Pochi ingredienti ma accuratamente selezionati per omaggiare la Sicilia nell’abbraccio delle pappardelle.

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Pappardella con crema di pachino, gamberi e pistacchio – Ingredienti

  • 300 gr di pomodori di Pachino
  • 300 gr di Gambero rosso di Mazara
  • 50 gr di basilico
  • 50 gr di pistacchi di Bronte
  • 100 gr di olio extra vergine d’oliva
  • 2 filetti di acciuga sott’olio
  • sale e pepe quanto basta
  • 2 spicchi d’aglio

Per la pasta fresca

  • 300 gr di farina 00
  • 3 uova intere
Procedimento

Sbollentare i pomodori in acqua bollente per circa 5 minuti. Spellare i pomodori e tagliarli a spicchi.

In una padella mettere una parte di olio extra vergine d’oliva e fare sciogliere i filetti di acciuga. Aggiungere l’aglio ben tritato, appena è dorato versare i pomodorini e far cuocere per circa 5 minuti. Aggiungere i gamberi sgusciati, gustare di sale e pepe e completare la cottura per altri 4 minuti.

Nel frattempo in un mixer mettere il restante olio extra vergine d’oliva, il basilico, pistacchi e un cubetto di ghiaccia. Frullare per pochi minuti e preparare il pesto. A questo punto aggiungere il pesto nella padella del sugo di gamberi. Mescolare e mettere da parte la salsa.

Cuocere in acqua salata le pappardelle per circa 5 minuti, scolare la pasta e maneggiarla in padella insieme alla salsa per altri 3 minuti. Impiattare e servire.

Procedimento per la pasta (Pappardelle)

Impastare la farina e le uova in un piano ottenendo un impasto liscio e omogeneo. Con un mattarello stendere la pasta sottile aggiungendo sempre un po’ di farina. Tagliare a strisce larghe 3 cm e lunghe 15 cm.

Lo chef Giovanni D’Anna

Lo chef Giovanni D'Anna

Giovanni D’Anna si è diplomato all’Ipssar Paolo Borsellino di Palermo. La sua carriera è iniziata quando aveva solamente 14 anni come apprendista nelle cucine di importanti alberghi e ristoranti Italiani.

Attento e sensibile a valorizzare i prodotti della cucina italiana e, in particolare, di quella mediterranea. Giovanni D’Anna è anche un esperto conoscitore della cucina ungherese. Dal 1982 è docente all’Ipssar Paolo Borsellino di Palermo e ha partecipato a numerosi concorsi di cucina nazionali e internazionali, raggiungendo ottimi risultati.

Nel 1999 la Fic lo nomina Maestro di cucina e Chef executive ed è insignito del Collegium Cocorum. È presidente dell’Associazione Cuochi e Pasticcieri di Palermo e provincia. Ricopre anche la carica di vicepresidente della Regione Sicilia.

Realizza il pranzo per il Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della sua visita pastorale in Sicilia nel 1982. Nel 2003 organizza alcune serate di cucina mediterranea per il presidente yemenita presso l’ambasciata italiana dello Yemen. Nel febbraio 2005 organizza un buffet presso il Quirinale per il presidente Ciampi.

È presidente del Culinary Team di Palermo, con cui ha conquistato la medaglia di Bronzo a squadre all’IKA 2004 e la medaglia d’Oro e l’Argento a squadre agli Internazionali d’Italia 2005 (Massa Carrara).

Nel 2011 sale nuovamente al Quirinale su invito del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, per la preparazione di un buffet per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Nel 2017, inoltre, Sergio Mattarella lo invita per ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo borsellino. Dopo 30 anni di professione non smette mai d’impegnarsi con amore nel perfezionarsi nelle nuove tecnologie e nella presentazione dei piatti.

 

Rosanna Pasta

La passione per la scrittura è nata con la lettura, così ho deciso di specializzarmi in Editoria e scrittura all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Quando sono rientrata a Palermo, mi sono imbattuta quasi per caso nella scrittura giornalistica tramite alcune collaborazioni e adesso non posso più farne a meno. Ammiro chi sa cucinare e abbinare profumi e sapori, un giorno imparerò pure io, intanto mi diletto a raccontarvi le loro opere.

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