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L’estate nera dell’agroalimentare italiano, prevista una perdita di 3 miliardi
20 Lug 2020 07:58

Il settore agroalimentare italiano è stato profondamente colpito dal crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi. Gli effetti negativi sono venuti giù a valanga provocando una perdita di fatturato di almeno 3 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande, solo nell’estate 2020. È l’allarmante stima di Coldiretti.

Crolla il settore agroalimentare italiano

La quarantena ha inferto un duro colpo sul comparto della ristorazione in senso lato. La diffusione della pandemia e l’emergenza sanitaria ancora non del tutto scongiurata fanno prevedere un calo del 40% di consumi di pranzi e cena fuori casa durante i mesi di luglio, agosto e settembre.

La drastica riduzione delle attività, secondo quanto sottolinea Coldiretti, si trasferisce sulla mancata vendita di molti prodotti. Un vero e proprio effetto a catena. L’analisi evidenzia infatti che la ristorazione, in alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo, rappresenta il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Oltre alla crisi economica e alla diffidenza degli italiani per il timore dei contagi di coronavirus, a pesare è soprattutto la mancanza del turismo dall’estero. Nel 2019, durante i mesi di luglio, agosto e settembre, i cittadini stranieri in vacanza in Italia sono stati più di 16 milioni. Un numero che quest’anno rischia di essere azzerato sia dalle preoccupazioni che dalle limitazioni per il contenimento dei contagi.

Estate senza turisti stranieri

L’estate senza turisti stranieri “impatta sull’intero indotto turistico a partire dall’alimentazione che in Italia – avverte Coldiretti – pesa circa 1/3 sull’intero budget delle vacanze dei turisti per i pasti nei ristoranti ma anche per l’acquisto di souvenir. Ai danni diretti – precisa – si aggiungono poi quelli indiretti perché viene a mancare l’effetto promozionale sui prodotti Made in Italy all’estero, con i turisti stranieri che continuano a ricercarli una volta tornati nei paesi di origine determinando una spinta all’export nazionale”.

L’Italia infatti è “leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico – conclude Coldiretti – grazie al primato dell’agricoltura più green d’Europa con 303 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica”.

Secondo quanto rileva Coldiretti, si tratta di un “vuoto pesante“, al quale non corrisponde alcun contraltare. Neanche la svolta “patriottica” degli italiani, che per il 93% hanno deciso di trascorrere le vacanze in Italia, riesce a bilanciare la mancanza. Nonostante si tratti della percentuale più elevata dal almeno dieci anni, secondo un’analisi Coldiretti/Ixè. Nell’estate 2020 sono 34 milioni i cittadini italiani che hanno deciso di andare in ferie per qualche giorno, con un calo del 13% rispetto allo scorso anno.


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