sabato, 13 Giugno, 2026

La “Brezza” di Giammalvo, un viognier in purezza di appagante umiltà

È curiosa la storia recente del viognier made in Sicily. Da uva da taglio e migliorativa, spesso non dichiarata nei blend, adesso si presenta come uva “must” sia per le cantine più “à la page” che per i nuovi arrivati sulla scena. Di questi tempi sembra che averne uno in purezza, a volte addirittura affinato nei legni, sia un obbligo morale.

A questa (ri)scoperta del viogner non si è voluto sottrarre l’eccentrico e mai banale Giammalvo, produttore mazarese già noto ai nostri lettori per il suo grillo sognatore e per uno dei migliori syrah isolani. Chiaramente “Brezza” 2021 è un viognier libero e poco conforme, come tutti i grandi IGT e come tutti i vini di Giammalvo.

Il viognier, vitigno poco di moda oltralpe, sta conoscendo in Sicilia una sorta di mini revanche forse in virtù del fatto che in quest’isola le cose, non solo nel vino, succedono (quasi) sempre un po’ per caso. E forse anche perché i bianchi poco alcolici e profumati sembrano essere il vino del futuro.

Olfattiva non complessa, ma molto espressiva fra note di di spezie bianche e balsamiche, tra salvia e sensazioni balsamico-mediterranee, suggellata da una nota minerale che sa di ottimismo. Al palato un vino di grande, appagante umiltà. Forse non caleidoscopio, ma si rivela di certo più sfaccettato di quanto non sembri in prima battuta.

Ingresso fresco, potente e luminoso, allungo sapido e appagante con lunghissima scia che chiude su note amaricanti piacevolissime. Vino a vocazione balneare già dal nome: Brezza. Un vino che potrebbe fare da eno-colonna sonora a un’estate in cui i tormentoni sono stati ancora peggio che nelle altre. Abbinamento consigliato con un pezzo marittimo e punk come questo vino: Sommersi, di Bull Brigade, dalla serie nostalgica di Zerocalcare.

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