lunedì, 12 Gennaio, 2026

Il poker di spumanti etnei, Firriato presenta il suo Pas Dosè

Presentato ieri nello storico ed elegante ristorante Charleston a Mondello (Palermo), il nuovo Pas Dosè Metodo Classico di Firriato, quarta bollicina prodotta sull’Etna nella tenuta di Cavanera Etnea.

Mariella Glorioso, chef Gaetano Verde, Federico Lombardo di Monte Iato

Il Ristorante Charleston, che ha appena riaperto per la stagione estiva, ha ospitato la degustazione dei quattro spumanti Gaudensius introdotti da Federico Lombardo di Monte Iato, COO di Firriato, in abbinamento al menù ideato per l’occasione dal giovane e promettente chef Gaetano Verde.

Firriato, storica cantina del trapanese, è stata tra i primi grandi brand siciliani ad arrivare sull’Etna, ed oggi è fra i produttori che si impegnano nello scoprirne e valorizzarne ogni peculiarità, attraverso documentate scelte sostenibili.

La complessità e dinamicità del territorio etneo, fatto di molteplici microclimi, altimetrie e suoli vulcanici, si concretizza nella produzione di vini dai diversi stili e dalle caratteristiche uniche, grazie alla comprensione e allo studio delle specificità pedoclimatiche, delle varietà autoctone e della loro espressione nelle 133 contrade e nei singoli vigneti.

L’esplorazione del versante nord dell’Etna ha permesso alla famiglia Di Gaetano di identificare le zone più adatte alla produzione di spumanti di grande qualità.

Il Nerello Mascalese, vitigno re del versante nord e da disciplinare varietà unica per la produzione di spumanti Etna Doc, dà vita a tre dei Gaudensius metodo classico, incluso il Pas Dosé, decisamente nuovo vino di punta di Firriato. Le caratteristiche del Nerello Mascalese sono, così, esaltate in tre diverse versioni.

Gaudensius Etna Doc Blanc de Noir, un metodo classico brut da una selezione di uve provenienti dalle contrade Verzella, Cottanera, Sant’Antonio e Feudo di Mezzo nel comune di Castiglione di Sicilia. È affinato in bottiglia con i lieviti per circa 36 mesi.

Il millesimo 2018, sboccato nel 2021, è stato caratterizzato da un’annata fresca che ha portato in dote la finezza aromatica che caratterizza lo spumante. Al naso predominano agrumi, piccoli frutti rossi croccanti e note minerali, il sorso ha un’acidità spiccata che quasi ne cela l’importante struttura.

Gaudensius Pas Dosé, un metodo classico non dosato, dunque con un residuo zuccherino notevolmente inferiore al precedente, che esalta la percezione dell’acidità. In questo caso le uve provengono dalla sola contrada Verzella, nel comune di Castiglione di Sicilia, a 650 metri s.l.m. Affina in bottiglia sui lieviti per circa 48 mesi.

Il millesimo 2017, sboccato nel 2021, è figlio, invece, di un’annata particolarmente calda mitigata dall’altimetria che non ha compromesso la qualità e la finezza dello spumante. Al calice troviamo il più elegante e complesso tra gli spumanti di Firriato. Il bouquet è un delizioso equilibrio di frutti rossi, pasticceria e frutta secca. Al palato l’acidità è tagliente, come se urlasse forte la sua provenienza, sorretta da una struttura ben definita, ed un finale sapido e lungo.

Gaudensius Etna Doc Rosè, proviene dalla stessa contrada del precedente, ma affina 24 mesi sui lieviti. Il millesimo 2019, sboccato nel 2020, ha goduto di un’annata fresca caratterizzata da importanti escursioni termiche. Lo spumante ha, infatti, un profilo aromatico molto più floreale degli altri Gaudensius. Ai fiori si affiancano note di ciliegia e melagrana. La delicatezza è il filo conduttore colto da tutti i sensi: dalla vista al gusto, dove dà una piacevole sensazione rinfrescante e fruttata.

L’ultimo del poker d’assi, ma non per importanza, è il Gaudensius Blanc de Blancs.

In precedenza prodotto da uve Carricante e Chardonnay, ma già da due anni dedicato solo all’autoctono etneo coltivato nelle contrade Zucconerò, Zottorinotto e Imbischi a Castiglione di Sicilia.

Nonostante il disciplinare ad oggi “premi” a Doc il Nerello Mascalese, il Carricante sta dimostrando di avere tutte le carte per essere spumantizzato con ottimi risultati. Per il millesimo 2018, sboccato nel 2021, l’affinamento sui lieviti è durato 36 mesi. Ha un bouquet di gelsi bianchi, erbe aromatiche, spezie e sbuffi minerali. Il sorso è molto fresco e persistente.

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