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LA START UP

Dal frantoio al ristorante, il successo di Olivante: la piattaforma che riunisce i produttori locali di olio

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Un anno di successi per la giovane start up “Olivante”. I fratelli foggiani Marco e Mario Morrone, 26 e 30 anni, hanno dato vita, nel 2019, alla prima piattaforma digitale in Italia specializzata sul mercato dell’olio extravergine d’oliva che permette a tutti i ristoratori di ordinare l’olio più adatto alla propria cucina direttamente dai piccoli produttori e frantoi italiani.

Dal frantoio al ristorante, il successo di Olivante

Olivante è una piattaforma che unisce i frantoi e i ristoranti. La start up crea una piattaforma digitale che riunisce i produttori locali e i ristoratori, italiani e non. L’obiettivo è quello di valorizzare l’olio extravergine d’oliva italiano. Un prodotto basilare per il nostro patrimonio, fatto di pregiate cultivar di olivo. Ogni produttore affiliato dispone di un pannello di controllo personalizzato attraverso cui controlla gli ordini e prepara la merce per il corriere incaricato di effettuare la consegna direttamente al ristoratore.

Olivante si propone come foriera di vantaggi per il tuo target. Tramite i molteplici canali di marketing, inserisce i produttori aderenti in un circuito che permette loro di ampliare il raggio di attività. Inoltre, affianca le aziende con servizi come logistica organizzata e fatturazione elettronica unica.

Un modo per accedere in maniera semplice e veloce ad un’offerta di olio più ampia. I ristoratori possono così scegliere in modo dettagliato fra diverse tipologie di olio da poter abbinare ai piatti della loro cucina.

La situazione del settore oleario

La piattaforma nasce dopo un’analisi della situazione attuale. Le aziende considerate competitive nel settore oleario sono poco più di un terzo del totale. Il numero scende al 30% se si considerano quelle che, oltre al produrre, commerciano direttamente.

Secondo quanto sostengono i fratelli Morrone, questa situazione taglia fuori dalla grande distribuzione il 70% dei frantoi italiani. Questi, così, rimangono esclusi dal mercato. Per essere realmente competitive, infatti, le aziende olearie hanno bisogno dei grossi ordini che arrivano dalla Gdo o dalla ristorazione, ma spesso non ne hanno la forza.

La piattaforma punta proprio al mercato della ristorazione e dell’Horeca (hotel, restaurant, catering). In questo modo i fratelli Morrone sono convinti di poter incidere significativamente sulla crescita delle aziende. Uno degli obiettivi di Olivante è quella di introdurre nei ristoranti una vera e propria carta Oli. In questo modo anche i consumatori aumenterebbero la loro conoscenza del prodotto.

Il progetto tra origini e ambizioni

Marco e Mario sono foggiani ma il progetto è partito a Bergamo, dove diversi locali hanno fatto da apripista. Olivante ha vinto il premio del bando PIN- Pugliesi innovativi e ha ricevuto un finanziamento a fondo perduto di 30 mila euro.  In poco tempo i produttori locali affiliati sono arrivati a 15 e le regioni coinvolte 4, per un totale di 21 cultivar diverse.

Olivante mira in alto. La crescita in questo primo anno di vita è stata incoraggiante ma la sturt up non si ferma. In Italia esistono oltre 400 cultivar autoctone, ma spesso i ristoranti propongono ai clienti solamente l’olio extravergine, tagliando fuori una grossa fetta di possibilità. L’obiettivo è quello di arrivare a 30 cultivar rappresentate entro la fine del 2020 e 40 aziende attive sulla piattaforma provenienti da sei regioni.

Con Olivante i fratelli Morrore sbarcano in Europa

Quello austriaco è il primo mercato estero a cui hanno puntato i fratelli Morrone. Dopo essere arrivati all’Hostaria da Susi e Stefano, a Kitzbühel, guardano già a Francia e Svizzera.

Inoltre, per raggiungere un fatturato di 40 mila euro per il 2021, Marco e Mario hanno pensato ad un modello di abbonamento annuale per produttori e affiliati e, una volta coperta la quota fissa con le vendite, passare ad una percentuale sulle transazioni.

Immagini dalla pagina Facebook Olivante

Rosanna Pasta

La passione per la scrittura è nata con la lettura, così ho deciso di specializzarmi in Editoria e scrittura all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Quando sono rientrata a Palermo, mi sono imbattuta quasi per caso nella scrittura giornalistica tramite alcune collaborazioni e adesso non posso più farne a meno. Ammiro chi sa cucinare e abbinare profumi e sapori, un giorno imparerò pure io, intanto mi diletto a raccontarvi le loro opere.

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