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Tornare al passato con i mezzi del presente, la rivoluzione di Vivogreen

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Un luogo nel centro città di Terni che trasmette filosofia ed etica non solo legata alla sostenibilità, ma come nucleo centrale dell’idea imprenditoriale. In compagnia di Davide Milani, socio e ideatore di Vivogreen, abbiamo ripercorso tutta la storia del primo negozio senza imballaggi e senza casse. Ci racconta che partire con le proprie idee e rispettarle non è stato semplice. Nel progetto fin da subito c’è stata la volontà di far entrare gli studenti che hanno sostenuto il professor Milani nel progetto, ma tutto questo alle banche non è piaciuto. “Ho preso un finanziamento e siamo partiti, ho rischiato ma non potevo non farlo”. Ben quattro scuole del Ternano interagiscono con Vivogreen e parte degli utili saranno destinati alla creazione di borse di studio.

Ma cosa è Vivogreen?

È un supermercato sostenibile che punta sulla vendita di prodotti locali e biologici, senza imballaggi né uso di plastica. Frutta e verdura tutti i giorni fresca, un banco carne con molte delizie dell’Umbria, con produttori che rispettano e crescono con amore i propri animali, producono formaggi e moltissimi altri prodotti regionali a km zero. Perfino il beverage occupa un posto importante nel progetto con vino, birra e diversi altri prodotti commercializzati nel rispetto dell’ambiente e della produzione biologica. Insomma un modo di fare spesa che rispetta il territorio presente, favorendo un futuro vicino. Con Vivogreen si semplifica ancora di più la differenziata con l’utilizzo solo dell’organico. Gli unici recipienti con cui fare la spesa sono in vetro e riportandoli in negozio, il cliente può beneficiare di uno sconto. Successivamente il vetro viene riutilizzato con tutte le attenzioni del caso.

Tecnologia ad alto livello

Grazie al partner Nexi, Vivogreen è la prima realtà in Italia senza l’utilizzo della cassa con addebito in carta, senza dover tirare fuori il portafoglio in fila usciti da lavoro. Terni risponde presente alla tecnologia con circa mille tessere in due settimane. Il sistema che all’inizio doveva essere migliorato e capito dai consumatori si è rivelato un banco prova, dove il consumatore aveva voglia di apprendere e di aiutare a migliorare, dove opportuno, il sistema con le proprie esigenze. Oggi il sistema di pagamento e di gestione è completamente sicuro e registra zero errori.

Dal produttore al consumatore

L’idea è di creare una filiera corta che passa dal produttore al consumatore attraverso Vivogreen. Tutti i prodotti venduti sono coltivati ed allevati biologicamente e sono italiani con rintracciabilità chiara e a portata del cliente. Molto presto nella struttura verrà istallata una piattaforma dove ad una determinata ora si potrà comunicare direttamente con il produttore e interagire. Il produttore potrà parlare del prodotto presente nei banchi vendita e il consumatore potrà fare delle domande a chi vive l’azienda e il biologico sostenibile a 360 gradi.

Diego Diomedi

Iscritto al secondo anno del corso MICO (Made in Italy, Cibo e Ospitalità) presso l’Università per Stranieri di Perugia. Da sempre interessato al mondo enogastronomico, scrivo articoli sulle mie passioni: cibo, territorio e ospitalità.

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