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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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L'APPROFONDIMENTO

L’aceto balsamico di Modena e la crescita del mercato in Germania

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L’anno scorso la notizia della suprema corte federale tedesca che confermò la tutela dell’Aceto balsamico di Modena in Germania contro prodotti che lo imitavano o evocavano face tornare a sorridere i produttori della storica eccellenza italiana. La cassazione tedesca interpretò la sentenza della Corte di giustizia europea, alla quale fu posto il quesito. Il direttore del Consorzio dell’aceto balsamico di Modena, Federico Desimoni, dichiarò alla stampa che “sarebbe più corretto affermare che la Corte ha affermato che i termini non geografici non godono della stessa tutela garantita alla denominazione integralmente considerata; la Corte non ha mai affermato che i due termini “non violano le leggi della protezione della Dop”. 

L’apprezzamento del prodotto italiano in Germania è confermato anche nelle ultime settimane, grazie alla stampa tedesca che ha analizzato e premiato, in seguito a test e analisi di laboratorio, l’Aceto Balsamico di Modena IGP. Il test, in seguito del quale l’Aceto Balsamico di Modena IGP 5 grappoli invecchiato ha ottenuto una valutazione importante, è stato condotto su specifici ingredienti di venti diverse tipologie di aceto balsamico di Modena e di condimento bianco, ognuna di differenti fasce di prezzo. Le analisi non sono solo state chimiche ma anche gustative.

Un gruppo di esperti assaggiatori professionisti ha valutato il profumo, il gusto, la consistenza e la qualità delle componenti del 5 grappoli invecchiato Giuseppe Cremonini. “Per noi questo riconoscimento è motivo di grande soddisfazione ed è la conferma del fatto che qualità, innovazione e tradizione sono i valori più grandi di cui disponiamo e la migliore garanzia del nostro successo. Siamo da sempre impegnati a mantenere livelli elevati nelle caratteristiche di ogni prodotto che realizziamo e ad investire in importanti percorsi di ricerca e sviluppo”, ha affermato Marco Pilenga, Sales Director Acetaia Giuseppe Cremonini. 

D’altronde, il 92% della produzione di aceto balsamico di Modena IGP è destinato all’export. Un patrimonio da tutelare e valorizzare, che ha visto il 2017 come un anno estremamente positivo sotto l’aspetto quantitativo, con un aumento del 3% su base annua e del 5% rispetto al 2015 per un totale di 97,5 milioni di litri. Il giro d’affari è consistente: siamo sui 385 milioni di euro incidenti per il 5,8% sul totale del comparto food certificato DOP e IGP e per il 26% del totale esportazioni del comparto food a indicazione geografica, con 882 milioni di euro. I dati furono riportati nel rapporto Qualivita Ismea 2017 presentati a Roma insieme ai dati settoriali del 2016. 

Negli ultimi dieci anni, il valore al consumo è stato di circa 970 milioni di euro e l’export dell’aceto balsamico di Modena IGP ha messo a segno un incremento del 143%. In evidenza, tra i mercati di riferimento, gli Stati Uniti e il Canada, che messi assieme valgono circa il 30% delle esportazioni, precedendo la Germania con il 20% degli introiti. Tra le principali tematiche affrontate dal consorzio di tutela c’è l’organizzazione di campagne di comunicazione sul prodotto che numerose società di consulenza per l’export e internazionalizzazione del food italiano possono intraprendere per migliorare l’accesso ai mercati esteri dell’eccellenza italiana conosciuta come “oro nero di Modena”. 

Giornalista. Communication Manager. Consulente export e internazionalizzazione. Consulente esterno del Global Network of Water Museums (UNESCO) per la promozione del turismo sostenibile. Broker assicurativo.

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