Festa del papà, viaggio nella tradizione dei dolci regionali

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Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, in tutta Italia si festeggiano i papà. Come ogni festa che si rispetti, ci sono delle tradizioni culinarie che non possono mancare a tavola. Oggi vogliamo condurvi in un viaggio attraverso lo Stivale alla scoperta dei dolci regionali per la Festa del papà.

Come e quando nasce la Festa del papà?

Un giorno tanto atteso per tutti i papà italiani. Oltre a festeggiare l’onomastico di coloro che portano il nome di Giuseppe o Giuseppina, il 19 marzo, giorno appunto di San Giuseppe, si festeggiano tutti i papà. Ma come e quando è nata la Festa del papà?

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La festa del papà è anche chiamata festa del babbo. Si tratta di una ricorrenza civile diffusa in alcune aree del mondo, celebrata in onore della figura del padre, della paternità e dell’influenza sociale dei padri. La data in cui si festeggia è varia da Paese a Paese.

In Italia, infatti, si celebra il 19 marzo. Negli Stati Uniti, invece il 19 giugno, in alcuni paesi europei alla fine di giugno. Infine in altre parti del mondo in date che dipendono da altre ricorrenze o celebrazioni a cui viene associata questa festa.

La festa del papà nasce nei primi decenni del XX secolo, complementare alla festa della mamma per festeggiare la paternità e i padri in generale. La festa è celebrata in varie date e spesso è accompagnata dalla consegna di un regalo al proprio padre.

Non è un caso che sia stato scelto il giorno di San Giuseppe, proclamato dalla Chiesa cattolica protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale, già nel 1871.

Festa del papà, i dolci regionali

Il dolce più conosciuto per celebrare la Festa del papà in Italia sono le zeppole. Ogni regione, in realtà, ha una sua tradizione culinaria. Alla base di quasi tutte le preparazioni però c’è la pasta choux farcita con creme o marmellate.

Le zeppole di San Giuseppe sono tipiche del napoletano. La tradizione vuole che, dopo la fuga in Egitto, insieme a Maria e Gesù, Giuseppe dovette vendere delle frittelle per riuscire a mantenere la famiglia in terra straniera. Ancora una volta la protagonista è la pasta choux, fritta o al forno, sulla quale viene messa crema pasticcera e marmellata di amarene.

Rimanendo a Sud, passiamo in Sicilia con le Sfince di San Giuseppe. Si tratta di una sorta di palla di pasta fritta sopra la quale viene messa crema di ricotta condita con gocce di cioccolato. Il tutto decorato con granella di pistacchio, arancia e ciliegia candita. Alcune versioni hanno anche un ripieno interno a base di crema di ricotta.

Nel catanese, invece, si usa festeggiare il papà con dolci fritti a forma di tocchetti o bastoncini a base di riso. Queste prelibatezze vengono aromatizzate con buccia d’arancia e miele, noti come zeppole di riso o crispelle di riso.

Regione che vai, nome che trovi. A Roma, per esempio, si chiamano “Bignè di San Giuseppe”. Sono dolci di pasta generalmente fritta. Anche se negli ultimi tempi sta prendendo campo l’usanza di cuocerle al forno.

In alcune regioni del centro Italia (soprattutto Toscana, Umbria e Lazio) sono diffusi dei dolcetti, sempre fritti, a base di riso cotto nel latte. A questi si aggiungono a piacere vin santo, uva passa o canditi. In Toscana e in Umbria è diffuso come dolce tipico la frittella di riso, preparata con riso cotto nel latte e aromatizzato con spezie e liquori e poi fritta. A Galliate, in provincia di Novara, è invece tipico il gramolino.

La tradizione è molto sentita in Emilia Romagna. Qui il dolce tipico della Festa del papà è la raviola. Si tratta di un piccolo  involucro di pasta frolla o pasta di ciambella richiuso sopra una cucchiaiata di marmellata, crema o altro ripieno, poi cotta al forno o fritta.

A Trebbo di Reno, in provincia di Bologna, si tiene ogni anno nella terza domenica del mese di marzo, la tradizionale e multicentenaria “Festa della raviola”. Un insieme di riti religiosi e altre manifestazioni che richiamano al paese parenti, visitatori e turisti.

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