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Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

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LO STUDIO

Etichette, l’Italia fa scudo contro Nutriscore: l’informazione passa da Nutrinform Battery

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Continua il trend che vede gli italiani sempre più informati e consapevoli quando si tratta di cibo. Le etichette sono al centro delle nuove scelte. Le informazioni nutrizionali, inoltre, vengono dedotte principalmente dal sistema a batteria proposto dall’Italia, piuttosto che da sistema a semaforo, ritenuto meno esaustivo.

Etichette, l’Italia fa scudo contro Nutriscore: l’informazione passa da Nutrinform Battery

I sistema a bollini sulle etichette degli alimenti non piace agli italiani che invece preferiscono attingere le informazioni nutrizionali dal “nostrano” sistema a batteria. A rilevarlo è una ricerca demoscopica che Agronetwork, l’associazione di promozione dell’agrindustria costituita da Confagricoltura, Nomisma e Luiss, ha commissionato a Format Research sui sistemi di etichettatura agroalimentari e il loro utilizzo da parte dei consumatori.

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I risultati della ricerca sono stati presentati da Confagricoltura a Cibus, il Salone Internazionale dell’ Alimentazione ospitato dalla Fiera di Parma, nel corso del convegno ‘L’informazione nutrizionale in Europa fra rischi e opportunità’.

Dall’indagine emerge che il 63% degli italiani acquisisce i dati nutrizionali attraverso le etichette, mentre il 30,6% si informa tramite i social media e il web e tra chi si affida alle etichette, il 34% preferisce il Nutrinform Battery e soltanto il 17% predilige il Nutriscore. “Si tratta – sottolinea Confagricoltura – di un dato importante che rivela come anche i consumatori preferiscano il sistema a batteria proposto dall’Italia rispetto al meno esaustivo e fuorviante sistema a semaforo”.

Dalla ricerca è emerso che per l’81% degli italiani la qualità è un elemento di primaria importanza per l’acquisto dei prodotti agroalimentari. Un altro 62% è inoltre molto attento alle informazioni nutrizionali, mentre pesano meno, nella scelta, marca e prezzo (vi danno particolare importanza rispettivamente il 48% e il 56,3 % dei consumatori).

Secondo l’indagine, inoltre, gli italiani risultano essere inoltre molto attenti alla salute. Il 76% ritiene che per stare bene occorra seguire una dieta quanto più varia e completa che includa tutti gli alimenti, mentre il 24% sostiene che un regime alimentare salutare debba eliminare del tutto cibi ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero.

“È pertanto necessario – precisa il segretario generale di Agronetwork Daniele Rossi – che il sistema di etichettatura sia chiaro, non fuorviante e tenga conto delle porzioni. Non a caso gli italiani vorrebbero che il Nutrinform Battery fosse il riferimento per l’Europa”. E “al di là dei sistemi di etichettatura sui quali dobbiamo decidere nei prossimi mesi – conclude il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – noi andiamo oltre e ci interroghiamo su quale debba essere il futuro del cibo e come dobbiamo produrre anche per quelle aree del pianeta in cui è difficile coltivate anche poche quantità di materie prime”.

Confagricoltura: “Insieme contro Nutriscore”

“La posizione sul Nutriscore a livello europeo sta cambiando e va dato atto al ministro Patuanelli di aver contribuito in modo determinante a cambiare il sentiment sul tema etichettatura fronte pacco. Prima la posizione era contro l’Italia: insieme a tutta la filiera possiamo vincere la battaglia a difesa della corretta informazione, dell’agricoltura e di tutto il comparto agroalimentare”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al convegno organizzato a Cibus da Confagricoltura, dedicato alla presentazione della ricerca sui sistemi di etichettatura agroalimentari e il loro utilizzo da parte dei consumatori.

Opinione condivisa e ribadita anche dal presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio: “L’impegno contro il Nutriscore – ha detto – non è una battaglia di lobby, ma per l’Italia”.

Sala gremita e grande attenzione ai risultati dello studio illustrato ufficialmente al ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, il quale ha evidenziato l’importanza del lavoro di squadra necessario a portare avanti la battaglia a favore del sistema di etichettatura proposto dall’Italia, il Nutrinform Battery.

“La partita che si gioca è ampia – ha concluso Giansanti – perché riguarda il futuro dell’agricoltura italiana e dell’industria alimentare, che rappresentano il primo comparto produttivo del Paese. E’ la partita tra il cibo sintetico e quello frutto della terra: noi agricoltori vogliamo continuare a scrivere il futuro, spiegando ai consumatori il nostro impegno a difesa dei prodotti della terra e di chi li produce”.

Vacondio (Federalimentare): “Non si può mediare sul Nutriscore”

“Non è possibile trovare una mediazione sul Nutriscore: la posizione di Federalimentare rimane fortemente contraria e siamo pronti a continuare la battaglia in difesa del Made in Italy che vede tutti gli attori della filiera e le istituzioni dalla stessa parte”. Lo ha detto il presidente Ivano Vacondio al convegno organizzato a Cibus da Confagricoltura.

“Una contrarietà che ha a che fare con la salute, con l’educazione del consumatore e con l’economia”, ha precisato il presidente, spiegando che per quanto riguarda il primo punto, il Nutriscore punta a dividere cibi salubri da quelli insalubri.

“Una separazione antiscientifica e non condivisibile – ha sottolineato Vacondio – perché la nostra dieta si basa sul concetto opposto, secondo il quale non esistono alimenti buoni e cattivi ma solo diete equilibrate e non, perciò tutto può essere mangiato nella giusta quantità”.

Sulla questione di educazione del consumatore, secondo il presidente, “apporre un bollino rosso o verde su un prodotto non educa chi lo compra ma dà solo un’informazione semplicistica e per giunta fuorviante. Occorre, invece, dare tutte le informazioni per lasciare libera la scelta, soprattutto oggi che sono sempre di più le persone interessate a ciò che mangiano; e il NutrInform Battery, l’etichetta proposta dall’Italia, va proprio in questa direzione”.

Secondo il presidente, “è evidente che dietro le parole salute e salubrità si nascondono mire economiche; il Nutriscore, infatti, con un bollino rosso o arancione sulle eccellenze Made in Italy, punta ad indurre il consumatore a non comprarle, diminuendo così le nostre quote di mercato che oggi fanno registrare cifre da record”.

Patuanelli: “Nel 2022 sapremo se abbiamo vinto la battaglia contro il Nutriscore”

“Non posso ancora dire che abbiamo vinto la battaglia contro il Nutriscore. Lo sapremo nel 2022.
Però posso dirvi che nemmeno nelle previsioni più ottimistiche di 6-8 mesi fa, avrei pensato oggi di trovarmi con questo sentiment diverso rispetto all’etichettatura fronte-pacco e in particolare alla critica al Nutriscore. E le due cose stanno andando in parallelo più spieghiamo il nostro sistema a batterie, più questo viene apprezzato e tanto più viene criticato quel sistema di condizionamento chiamato Nutriscore”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli al convegno ‘L’informazione nutrizionale in Europa fra rischi e opportunità’.

“Quali sono i prodotti che traggono maggiore vantaggio dal Nutriscore? Sono i prodotti più trasformati di tutti, con un packaging importante, sempre in plastica – ha continuato il ministro – che hanno quindi un consumo energetico maggiore, un impatto ambientale maggiore e su questo tipo di ragionamento abbiamo cominciato a vedere anche un cambio di posizione del commissario europeo Timmermans”.

 

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