domenica, 15 Febbraio, 2026

D’Orazio Vinditti, quando l’olio è “pulito” e sa di… tradizione abruzzese

Per Giorgio d’Orazio Vinditti fare l’olio non è solo un semplice passatempo. Il nostro viaggio sull’olio extra vergine prosegue in Abruzzo, precisamente a Silvi, in provincia di Teramo. 

I prodotti

Giorgio, noto giornalista e scrittore, dedica gran parte del suo quotidiano pensiero al suo olio e al suo oliveto producendo due etichette: l’etichetta di punta è Podere del Colonnello. Stiamo parlando di un olio ottenuto da un olivaggio delle varietà locali Catiglionese, Carboncella, Dritta, Pendolo e Modaiolo. 

Queste olive vengono raccolte a mano in cassette forate negli uliveti (secolari) di Silvi (Contrada Piomba Alta) e molite insieme in proporzione seguendo una ricetta di percentuali variabile secondo annata.

La frangitura avviene nel vicino frantoio Persiani di San Martino di Atri, una realtà molto attenta con riconoscimenti e premi che ne certificano la qualità del lavoro. Tutto questo avviene entro 6 ore dalla raccolta. L’olio non viene filtrato ma decantato naturalmente e travasato a luna calante, di notte intorno ai 7 gradi, per caduta. Successivamente viene imbottigliato.

L’altro olio, con un packaging strepitoso, ma diciamo secondo nelle gerarchie dell’azienda è il “Dotazione di guerra”. Sull’etichetta di questo olio troviamo questa dicitura ideata da d’Orazio Vinditti: “Utile per ungere, proteggere, massaggiare, oliare”. L’azienda è biologica e le piante non vengono né concimate né irrigate, subiscono potatura leggera e alternata.

Il pensiero 

Di sicuro quello che colpisce è lo spirito e la passione nel lavoro, nelle parole e nelle descrizioni, che Giorgio tira fuori ogni volta che parla dei suoi prodotti. Ci piace riportare quello che è per filo e per segno il suo pensiero: “Personalmente, non parto dal concetto commerciale e professionale di produzione, ovvero un concetto necessario, parto invece da un concetto volontario; per me non è il prodotto il motore ma ciò che rappresenta”.  

“Il mio olio non è il correlativo oggettivo, non è la lettura corretta della parola ma la padronanza del lessico, il canto attraverso la parola, non dico che sia Montale, che sia poesia, dico che può essere una licenza poetica”.

La degustazione

In degustazione, la concentrazione è ricaduta principalmente sull’olio “Podere del Colonnello”. La descrizione che fa l’olivicoltore è chiara e coerente. Possiamo sintetizzare il prodotto come uno sguardo alla tradizione ma con innovazione. È un olio sano, integro, buono, pulito.  

Già al naso presenta dei buoni profumi che si esprimono con coerenza in assaggio. È un olio che va diretto al punto e che lascia una buona chiusura di bocca. Di primo impatto si percepisce quasi una prepotenza gustativa ma poi piano piano si apre lasciando spazio a tutto il suo “pacchetto” gustativo. Potremmo definirlo, forse non in linea con quella serie di termini ideati per la degustazione, un olio che ricorda la forza, la mineralità. 

Siamo sicuri che il percorso intrapreso da Giorgio possa portare i suoi frutti puntando su quello che è il sapere di una terra, rispettandola e garantendole un paesaggio vivo. L’omologazione dell’olio non può far bene a nessuno. Se il mondo dell’olio vuole cercare di tornare vicino alla percezione positiva che emana il mondo del vino, deve ripartire dalla originalità e dal rispetto del prodotto, “ascoltando” cosa dicono le olive. 

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