Tortino al cioccolato
Tortino al cioccolato
Tortino al cioccolato

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2

Rivista Cook Magazine - Anno 2 - Numero 2
News
BIRRA E CUCINA

Birra artigianale, buon cibo e divertimento: la formula di Doppio Malto conquista il mercato

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Birra artigianale dal produttore al consumatore. Buon cibo e tanto divertimento. È questa la formula vincente di Doppio Malto, con i suoi birrifici e i suoi ristoranti sparsi tra l’Italia e l’Europa. Una realtà giovane, dinamica e tutta italiana che ha fatto della birra artigianale il motore dell’intrattenimento nei suoi punti vendita. I ristoranti Doppio Malto sono “posti felici” in cui trascorrere del tempo in compagnia, mangiando, bevendo e divertendosi.

Ne abbiamo parlato con Ivan Tagliavia, che è il direttore del Marketing, ma – come ha precisato lui stesso – il suo ruolo non si ferma a questa semplice etichetta. All’interno di Doppio Malto si vive come in una grande famiglia e l’attività di Ivan Tagliavia abbraccia l’intero progetto.

Le origini, da Erba alla conquista dell’Italia e dell’Europa

Volendo ripercorrere le origini della birra Doppio Malto, vi raccontiamo che il primo laboratorio è nato a Erba. Rimane attivo, ma già da un anno e mezzo circa lo zoccolo duro della produzione si è spostato a Iglesias, in Sardegna. “Questa è la dimostrazione del successo della nostra iniziativa e della giusta intuizione – spiega Ivan Tagliavia -. Nella fabbrica di Erba non riuscivamo a produrre una quantità di birra sufficiente. Con il piano di aperture, che nonostante la pandemia ha continuato a crescere, permettendoci anche di affacciarci all’estero, abbiamo avuto la necessità di aprire una nuova fabbrica”.

Ognuno dei venti punti vendita consuma tra 35mila e 60mila litri di birra all’anno. Si arriva quindi ad oltre un milione complessivamente. Ecco perché la capacità produttiva della nuova fabbrica sarà dieci volte maggiore di quella attuale e questo andrà a spingere l’intero sviluppo con l’apertura anche su nuovi canali. Come l’e-commerce che ha permesso di “respirare” nei mesi di chiusura forzata a causa del virus. Mesi che però sono stati utilizzati per mettere nero su bianco nuovi progetti e non farsi cogliere impreparati alla ripartenza dell’intero settore.

L’ondata di rinnovamento investe anche le vendite online. Grazie all’integrazione dell’e-commerce nel proprio sito web, da oggi si potranno scegliere le birre da ricevere a casa in base a schede tecniche ricche di informazioni sul gusto e sulle diverse qualità, agli abbinamenti gastronomici e alle occasioni perfette in cui poterle assaporare. Non solo, saranno disponibili tre esclusivi percorsi tematici con le box a base di luppolo, malto, aromi e una weiss in edizione limitata

Parlare di birra artigianale vuol dire aprirsi ad un mondo che è fatto di sperimentazione e creatività. “È questa la parte più divertente – racconta Tagliavia. È questa la forza di un marchio di birra artigianale”. L’input per la sperimentazione parte dall’interno. La birra Doppio Malto nasce sul solco delle birre anglo-americane, perché è proprio da questa scuola che sono usciti i mastri birrai. “Quando abbiamo acquistato questa fabbrica – continua -, abbiamo trovato già una produzione di tipo anglo-americano. Ci sono una tradizione e un pensiero ben precisi dietro, che non abbiamo voluto snaturare. Ci siamo affacciati anche su altre tipologie, ma la struttura è solida su questa base”.

Sperimentare con la birra artigianale

La parte creativa nasce dalla sperimentazione continua e dalla curiosità. “Facciamo una birra in trentadue giorni, un ciclo produttivo che ci consente di poter sperimentare in lungo e in largo”, dice Tagliavia. Dentro ad una birra Doppio Malto ci sono naturalmente gli ingredienti di base di ogni birra: acqua, malto e luppolo. È poi la fantasia dei mastri birrai, insieme all’esperienza maturata, che dà vita ad un prodotto unico e irripetibile. E se consideriamo che la varietà di birre Doppio Malto conta ben 15 tipologie diverse, di creatività ne è stata messa tanta.

A queste si aggiungono poi anche delle birre che vengono proposte solamente per brevi periodi. Una sorta di “special limited edition” con cui testare in maniera immediata con i clienti nuovi sapori e abbinamenti. Ma che in base al gradimento possono entrare a pieno titolo tra le proposte fisse. “Cerchiamo di distinguere le birre l’una dall’altra – spiega Ivan Tagliavia -. Abbiamo una visione che guarda a birre stagionali: più fresche per l’estate o un po’ più strutturate per l’inverno. O ancora a birre che abbiano ingredienti nuovi, come agrumi e spezie”. Da un lato quindi ci sono esigenze di mercato. La fabbrica, per esempio, varia la gradazione alcolica e il gusto delle birre per avvicinarsi anche ad un pubblico femminile. Dall’altro lato c’è tutta la parte della sapienza tecnica della solida squadra di mastri birrai.

In questo oceano di birre, ci sono però due tipologie che rappresentano maggiormente Doppio Malto. “Faccio mia la considerazione del mastro birraio – racconta Tagliavia – nel senso che la quinta birra, che è l’ultra bitter, è una birra fortemente amara che contiene cinque luppoli americani e una buona parte della storia di questo brand. Poi ci sono delle birre particolari come quella con leggeri sentori di zenzero, per esempio la Zingi. Lì l’innovazione sta nel momento in cui viene aggiunto lo zenzero e quindi si allontana dalla ginger beer, che invece è più connotata dalla spezia”.

Doppio Malto però non guarda solamente agli specialisti della birra. La grande sfida dell’intero progetto è proprio questa. Si apre dunque anche al grande pubblico, con una filosofia che avvicina la birra artigianale alla produzione industriale senza, naturalmente, scadere in termini di qualità. “Non vogliamo rimanere chiusi in una nicchia di nerd della birra – precisa Ivan Tagliavia -. Vogliamo avere una visione industriale del prodotto per penetrare in maniere capillare nel mercato”. Per questo motivo uno dei punti forti del birrificio sono le Ipa, adatte ad un pubblico più profano.

Ristoranti oltre il birrificio, i “posti felici” di Doppio Malto

Il mondo di Doppio Malto non è fatto solo di birra. “Noi nasciamo come ristoratori che lavorano nel campo della ristorazione organizzata per grandi catene – racconta il direttore del marketing -. L’incontro con la birra è figlio di tutto il progetto. Nasce dall’idea di avere il controllo totale sulla produzione, dalla fabbrica al cliente. La birra diventa quindi la scusa. È un prodotto popolare, è un prodotto diffuso, che abbassa le difese naturali di ciascuno e quindi abbiamo creato dei luoghi che poi abbiamo chiamato posti felici. L’idea è quella di avere a disposizione un luogo in cui trascorrere del tempo, non solo mangiando e bevendo, ma anche divertendosi. Diamo buon cibo e dell’ottima birra in un contesto gioioso”.

Ogni ristorante Doppio Malto ha una sua identità che traduce in maniera personalizzata il connubio tra cibo, birra e divertimento. Ci sono alcune strutture con piccoli campi di street soccer o di basket. “Io dico che è un ristorante in cui la maggior parte del tempo la passi in piedi – scherza Tagliavia -. Non perché stai aspettando il tavolo, ma perché alla fine giochi e ti diverti. È un po’ questo lo spirito. La parte ludica è trasversale, riguarda sia adulti che bambini”. Uno dei prossimi obiettivi è la realizzazione di punti vendita più piccoli, che possano diffondersi capillarmente in una realtà urbana, all’interno della quale possono coesistere perfettamente perché ognuno ha qualcosa di diverso da offrire.

Questa filosofia abbraccia tutte le strutture Doppio Malto e ha ammaliato anche i promotori esteri. “All’estero – conclude Tagliavia – si vende un concetto più esteso di italianità. Il cibo italiano fatto in casa, la birra artigianale, sono valori aggiunti maggiori”. La formula funziona talmente bene che entro l’anno si prevede l’apertura di una decina di nuovi punti vendita. A luglio a Glasgow, a fine anno a New Castle e a settembre aprirà i battenti il secondo punto a Parigi. Il resto delle aperture saranno in Italia.

La passione per la scrittura è nata con la lettura, così ho deciso di specializzarmi in Editoria e scrittura all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Quando sono rientrata a Palermo, mi sono imbattuta quasi per caso nella scrittura giornalistica tramite alcune collaborazioni e adesso non posso più farne a meno. Ammiro chi sa cucinare e abbinare profumi e sapori, un giorno imparerò pure io, intanto mi diletto a raccontarvi le loro opere.

Scrivi un commento