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Le Eolie invase dai turisti, Federalberghi: “Servono corse integrative”
29 Giu 2020 10:30

La stagione estiva delle isole Eolie è appena iniziata e i flussi turistici sono già fuori controllo. Le isole infatti sono state invase dai turisti – alcune strutture hanno dovuto chiudere le prenotazioni  e sono sold out – e  Federalberghi ha chiesto alla Regione “corse integrative o di ripristinare la capienza originaria su tutti i mezzi di trasporto di linea“. Il presidente Christian Del Bono in una nota inviata al governatore Musumeci e gli assessori ai trasporti e al turismo Falcone e Messina evidenzia che “continuano i disagi nei collegamenti con le isole minori, soprattutto nei fine settimana e in alcune fasce orarie. I mezzi a capienza ridotta stanno creando problemi enormi.

Isole Eolie, chieste corse integrative

In Regione Veneto, venerdì scorso, è stata ripristinata la capienza su tutti i mezzi di trasporto di linea e non di linea, pur prevedendo il rispetto di tutta una serie di precauzioni tra cui l’utilizzo delle mascherine, la sanificazione dei mezzi, il ricambio di aria”. “Non volendo entrare nel merito della bizzarria di come anche in questo momento storico in Italia si possa procedere con regole diverse tra una regione e l’altra – puntualizza Del Bono – pur in assenza di elementi scientifici che dimostrino maggiori o minori fattori di rischio tra una parte e l’altra dello stesso paese chiediamo al Presidente Musumeci di valutare se sussistano anche da noi i presupposti per riportare alla capienza originaria tutti i mezzi di collegamento (marittimi, su gomma, ferroviari, automobilistici, a noleggio ecc.) di linea e non di linea. In alternativa, di disporre con urgenza delle corse integrative nelle fasce orarie e nei giorni della settimana necessari, sulla base delle indicazioni dei Sindaci delle Isole Minori”.

Isole Eolie, la nota di Federalberghi

“Chiediamo – conclude Del Bono – di poter recuperare tutte le corse non effettuate durante il periodo di lockdown”. Anche in questo caso, le isole minori della Sicilia per effetto delle restrizioni imposte – proprio perché più remote rispetto alle località turistiche della terra ferma – stanno pagando il prezzo più alto senza che sia ancora pervenuta alcuna specifica forma di compensazione a riguardo”.


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